Did you know we have an international section? Click here to read our news in your english!
X

Accedi

Politica

Sea Watch, Palazzo Chigi: caso all’attenzione della Corte europea dei diritti dell’uomo

"La giurisdizione sulla nave appartiene all’Olanda"
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di redazione

Il caso Sea Watch 3 è adesso all’attenzione della Corte europea dei diritti dell’uomo, attivata dal comandante della nave e dal capo missione. L’Italia ritiene che la giurisdizione, nel caso di specie, appartenga all’Olanda, in quanto paese di bandiera della nave che ha effettuato il salvataggio in acque internazionali. Pertanto l’Italia depositerà oggi una memoria davanti alla Corte, con la quale farà valere la giurisdizione olandese, contestando la propria legittimazione passiva. In altri termini, affermerà che non è l’Italia a dover rispondere di questo caso, alla luce del diritto nazionale e internazionale.

”Si conferma la temeraria condotta della Sea Watch che, in condizioni di mare mosso, anziché trovare riparo sulla costa tunisina distante circa 40 miglia, universalmente considerata porto sicuro, si è avventurata in una traversata di centinaia di miglia mettendo a rischio l’incolumità dei migranti a bordo – informa Palazzo Chigi in una nota sull’iniziativa del governo di deferire il caso alla Corte europea – . In ogni caso già da ora l’Italia si rende disponibile, una volta riconosciuta la giurisdizione olandese, a offrire un corridoio umanitario al fine di consentire un trasferimento dei migranti verso l’Olanda.Nel frattempo, abbiamo offerto la nostra totale disponibilità per assistenza in caso di richiesta, mettendo a disposizione due motovedette della Guarda Costiera e una della Guardia di Finanza, che sono nei pressi pronte a intervenire.Abbiamo già fornito e siamo disponibili a fornire generi di conforto e la necessaria assistenza sanitaria, fermo restando che al momento ci è stato comunicato che a bordo è presente un team medico di fiducia.Rimane un quesito finale: l’obiettivo dell’azione della Sea Watch era salvare i naufraghi e offrire loro un pronto riparo nel primo porto sicuro (Tunisia) oppure creare un caso internazionale richiamando l’attenzione dei mass media?”.

Nel pomeriggio di ieri Maurizio Martina e Matteo Orfini, rispettivamente segretario e presidente del partito erano saliti a bordo della nave.  E lo stesso Orfini aveva informato che erano stati indagati per essere saliti sulla nave violando un dispositivo di polizia. Circostanza smentita dalla procura di Siracusa. Il Pd ha annunciato che presenterà un esposto in procura contro il governo per il mancato sbarco dei migranti. Sulla vicenda è intervenuto anche il Garante nazionale dei diritti dei detenuti, Mauro Palma che ha espresso “preoccupazione per la situazione dei 47 migranti” di cui ha fatto partecipe anche la procura di Siracusa.  Sulla nave Sea Watch, scrive Palma in una nota, si configura una situazione di “illecita detenzione”, per la condizione “di privazione di fatto della libertà dei migranti soccorsi” per i quali “è stato anche superato il limite massimo di 96 ore che la legge prevede per il fermo di una persona senza convalida giurisdizionale”. Il garante per i diritti dei detenuti chiede quindi al ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli, di consentire urgentemente lo sbarco delle 47 persone a bordo.

Notizie correlate