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Politica

Università, M5s: In Italia percentuale bassissima di laureati, urge superamento del numero chiuso

fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di red/asp

“Tantissimi giovani sono stati costretti a lasciare l’Italia per frequentare università all’estero disposte ad accoglierli a braccia aperte. L’Italia è agli ultimi posti in Europa per numero di laureati eppure, nonostante dati allarmanti, il sistema d’accesso agli atenei in Italia risulta ancora chiuso, molto spesso bloccato da un sistema di accesso ad alcune facoltà che alimenta disuguaglianze e difficoltà per studiare ciò che loro desiderano. Basterebbero questi dati a farci capire che nell’attuale sistema dell’accesso ai corsi c’è qualcosa che non va”, spiegano i deputati e le deputate del MoVimento 5 Stelle in Commissione Cultura alla Camera a margine dell’audizione dei rappresentanti del Cun (Consiglio universitario nazionale), nell’ambito dell’esame in sede referente delle proposte di legge Norme in materia di accesso ai corsi universitari.


“Il MoVimento 5 Stelle da sempre sostiene la necessità di dover invertire questa tendenza negativa, intervenendo con una riforma che risponda alle esigenze degli studenti, degli atenei e dell’Intero Paese. In queste settimane stiamo ascoltando tutte la parti per ridisegnare insieme, attraverso la nostra proposta di legge a prima firma del nostro capogruppo Francesco D’Uva, le regole per l’accesso alle università”, proseguono i portavoce.


“Il superamento del numero chiuso per determinate facoltà è uno strumento utile per aumentare il numero di laureati e dare una nuova spinta a professionalità che stanno piano piano scomparendo nel nostro Paese. L’anno scorso su oltre 16mila medici iscritti ai test di accesso per le specializzazioni mediche, solo 7.000 hanno avuto accesso alla formazione, nonostante il fabbisogno stimato da parte delle Regioni fosse di 8.500 posti. Un dato sconcertante, a fronte di un bisogno reale. C’è da dire che la nostra proposta prevede anche nuovi finanziamenti alle università e di certo non è nostra intenzione voler creare disagi agli atenei”, spiegano i deputati in Commissione Cultura.


“Bisogna rivedere il sistema a 360 gradi intervenendo anche sulla capienza delle strutture e sul personale così da garantire un corretto svolgimento dei corsi e una programmazione che possa soddisfare tutte le parti. È giusto che le selezioni per l’accesso ad alcune facoltà avvengano in maniera meritocratica, dunque non attraverso un singolo test di accesso ma dimostrando il giusto impegno durante il primo anno di corsi. Se uno studente si impegna, supera tutti gli esami dimostrando di essere padrone delle materie deve avere il diritto di continuare il suo percorso senza problema. Siamo certi che questo modello consentirà una scrematura meritocratica senza creare ulteriori diseguaglianze, quelle degli ultimi anni. Siamo aperti a nuove idee e soluzioni, in questa fase molto importante di ascolto e confronto con le associazioni e gli organi coinvolti nella riforma”, concludono i deputati in Commissione Cultura.