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Economia

Istat: cala la produzione industriale (-2,6% su anno). Conte: “Temevo dato negativo. Bene Manovra Italia”

Le reazioni politiche. Per il vicepremier Di Maio "il crollo della produzione è europeo". Per Brunetta (FI) si dovrebbe parlare di “recessione tecnica”. Secondo Fregolent (Pd) “segna un punto di non ritorno”. Per il vicepresidente della commissione Attività produttive della Camera, Gianluca Benamati è “urgente invertire la rotta”
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
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Il calo della produzione industriale che a novembre, nelle rilevazioni Istat, si riduce del 2,6 per cento su base annua e dell’1,6 per cento su ottobre, sta provocando reazioni nel mondo politico. Il premier Giuseppe Conte, commentando i dati ha sottolineato: “Temevo un  dato negativo già anticipato per alcuni partner europei: era difficile che per l’Italia non fosse negativo. Ma è importante aver anticipato prima e compreso che sarebbe stata questa la ragionevole evoluzione  del trend economico e, per questo, ancora più importante è intervenire con la nostra manovra, nel segno della crescita e dello sviluppo  sociale”.

Per il vicepremier e ministro del Lavoro, Luigi Di Maio, “Il crollo della produzione industriale è un crollo che vediamo a livello europeo, perché  l’economia mondiale si sta trasformando: c’è la guerra dei dazi, e l’Italia ha investito pochissimo nelle nuove tecnologie negli ultimi 10 anni”. Di Maio sottolinea come l’esecutivo stia “cercando di colmare il ‘gap’, con un miliardo sul venture  capital per le start-up innovative”, nonché con altre misure  come l’ampia della diffusione della banda larga.

Reazioni negative sono subito arrivate da parte di Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia, che in una nota ha scritto: “Da quando il Governo gialloverde si è insediato, all’interno di una congiuntura negativa dell’Eurozona, la nostra economia non ha prodotto neanche un dato positivo. Un record.  Il dato annuale è il peggiore registrato dal dicembre 2014. Con questi dati alla mano, è molto probabile che anche la crescita del Pil relativa al quarto trimestre del 2018 sarà pari al -0,1% o, se va bene, pari a zero. Considerando che quella del terzo trimestre è stata pari al -0,1%, si dovrebbe parlare in termini tecnici di “recessione tecnica”.

Anche per Silvia Fregolent, capogruppo Pd in commissione Finanze della Camera il crollo della produzione industriale “segna un punto di non ritorno. Le ricette economiche di Di Maio e Salvini stanno affondando il Paese. I ‘numerini’, come li chiamano gli esponenti del governo M5s-Lega guidato da Conte, parlano purtroppo chiaro. Il governo prenda atto del suo fallimento e provi, se ne è in grado, a dare immediate risposte alle attese di imprese e cittadini”.

Per il vicepresidente della commissione Attività produttive della Camera, Gianluca Benamati “il Governo condanna l’Italia al declino. Di fronte a questi dati e alla desolante mancanza di politiche industriali e per la crescita nella Legge di Bilancio per il 2019, è urgente invertire la rotta”.

 

 

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