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Politica

Migranti, Binetti (Udc): “Quella in gioco è una dura partita di potere!”

fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di com/onp

“Accantonata la legge di bilancio tra inevitabili conflitti tra maggioranza ed opposizione, il 2019 si apre sulla drammatica vicenda dei 49 migranti, che da oltre due settimane vagano per il Mediterraneo, nell’apparente indifferenza dei Leader europei. In realtà quella in gioco è una dura partita di potere, in cui ognuno osserva le mosse dell’altro come se si trattasse di uno scacchiere, in cui però si ignora che la posta in gioco è quella di tante vite umane. Un atteggiamento che già da tempo Papa Francesco ha etichettato come cultura dello scarto. Malta di fatto afferma: non li prenderemo solo perché gli altri non li vogliono; Salvini dice: già dato; Francia e Spagna si dicono pronti ad accogliere solo poche unità di migranti. Ma il vero scandalo è l’incapacità dell’Europa a prendere e a far rispettare una decisione che coinvolga tutti gli stati membri, dando loro un senso all’appartenenza a quest’unica grande realtà che chiamiamo Europa e che si definisce paladina dei diritti umani. E’ questa l’Europa che non c’è; l’Europa dei leader in crisi di consenso e di credibilità; l’Europa che ha smarrito da molti anni le sue stesse radici e oggi non si riconosce nei suoi frutti malati.” Lo afferma la senatrice Paola Binetti, UDC.

”E’ il silenzio assordante dell’Europa quello che turba le coscienze di quanti credono in valori forti come la solidarietà, fondata si sulla legalità, ma capace di andare oltre. Un’Europa in cui non regni solo la voce del più forte, almeno sul piano economico, ma si faccia strada la consapevolezza che un’epoca è finita e che è cominciato un nuovo millennio, che richiede un approccio diverso, all’insegna della condivisione di responsabilità prima ancora che di bilanci. Ed è su quale modello di Europa che si giocheranno le prossime elezioni, nella speranza che la contrapposizione non sia tra destra e sinistra, tra sovranisti e comunitari, ma tra una cultura di autentico rispetto dei diritti universali e una sottocultura arroccata su egoismi individuali. I 49 migranti sono il simbolo fortissimo di una società alla deriva. Non basta una ONG per salvarli se tutti i Paesi d’Europa non dicono si, insieme, al loro ingresso. Abbiamo già vissuto la fase in cui per tutti era scontato che i migranti arrivassero in Italia e che l’Italia se ne facesse carico. Ora basterebbe sostituire all’Italia l’Europa stessa e il problema avrebbe trovato la sua situazione. Ma per questo serve unità, ed è per questo che parliamo di Unione europea e non di Europa. L’Europa non è un soggetto unico, è una unità nella molteplicità e ha bisogno di un collante che tenga uniti i diversi paesi e che vada oltre le sole logiche di bilancio. Serve una prospettiva condivisa e ci auguriamo fin da ora che vinca le prossime elezioni chi questa prospettiva sa darla e sa farla rispettare!”, conclude Binetti.

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