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Link Campus University, Scotti: Nasce Comitato accademico di analisi normativa

“Analizzerà le nuove leggi e metterà a disposizione dei politici elementi utili a governare il cambiamento del Paese”
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Ala

Analizzare le nuove leggi e mettere a disposizione dei politici elementi utili a governare il cambiamento del Paese. Sono questi gli obiettivi del Comitato accademico di analisi normativa (Caan) della  Link Campus University.  Il Comitato è coordinato dal professor  Francesco Paolo Tronca (Program leader del Corso di Laurea in Scienze della Difesa e della Sicurezza) e renderà pubblici i suoi elaborati attraverso atti, pubblicazioni, seminari e conferenze. Verranno coinvolti non solo docenti e ricercatori della LCU, ma anche studenti dei corsi di laurea e dei master che, attraverso l’elaborazione di tesi e di project work, saranno chiamati a partecipare alla studio “della materia viva e attuale e non soltanto di quella storicizzata”.

Vincenzo Scotti,
presidente della Link Campus University , intervistato da AGV- Agenzia giornalistica Il Velino, spiega: “Il Comitato nasce dalla crescente necessità che il mondo accademico si impegni, nell’ambito della terza missione universitaria, nell’analisi delle nuove normative adottate dal parlamento e dal governo. L’Università non è estranea alla vita sociale. Anzi, è sempre più vicina alla società e deve occuparsi dei suoi problemi e di quelli legati alla politica. Il mondo sta cambiando e anche la legislazione segue i suoi mutamenti. Questo osservatorio permette di fare un’analisi della legislazione in itinere e di approfondire le tematiche che riguardano il nostro Paese, mettendo a disposizione dei politici elementi utili a governare il cambiamento e raggiungere gli obiettivi”.

Non a caso, la prima norma generale di cui ha avviato già l’esame è la legge di Bilancio 2019. Scotti si è poi soffermato sull’importanza del cambiamento tecnologico e, a questo proposito, ha ricordato le peculiarità del corso di laurea Difesa e Sicurezza. “Oggi bisogna puntare l’attenzione  soprattutto sul cambiamento delle professioni e su come adattarle alle nuove tecnologie, che richiedono una specifica formazione. Per gestire la realtà virtuale bisogna avere le competenze”.