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Politica, Manovra

Va avanti serrata trattativa Roma-Bruxelles. Distanze ridotte ma partita ancora aperta

Conte: Italia non merita procedura d'infrazione per il senso di responsabilità e serietà con cui questa manovra è stata scritta, pensando al bene del Paese, al suo sviluppo e alla sua stabilità
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Va avanti serrata la trattativa tra Roma e Bruxelles per mettere nero su bianco i saldi di una manovra che possano consentire di evitare una procedura per debito eccessivo. Sicuramente le distanze tra le parti si sono accorciate ma ancora non è stato possibile mettere la parola fine alla trattativa. Continueranno anche in queste ore i contatti e forse si potrà saperne qualcosa già lunedì. Si lavora contro il tempo per scongiurare che il 19 possa arrivare da parte della Commissione Ue un responso negativo con la procedura d’infrazione. Dopo l’abbassamento del deficit dal 2,4% al 2,04% la Commissione europea continua a chiedere un miglioramento del saldo strutturale, pari allo 0,3% ovvero 5 miliardi. La distanza si è ridotta perché “lo sforzo fatto dall’Italia è consistente e apprezzabile”, ma è necessario un ulteriore sforzo di “dialogo, chiarimenti”, ha detto il commissario Ue Pierre Moscovici. Ribadita comunque “l’intenzione condivisa di arrivare ad un accordo”. Il problema è ora tutto squisitamente politico. Se a Roma infatti i leader dei partiti di governo, i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini, hanno voluto dare il proprio sostegno al premier è sulle misure, e sulla ripartizione dei “tagli” chiesti dalla Ue, che si consuma la tensione nella maggioranza. Nessuno tra Di Maio e Salvini intende mollare sulle rispettive misure di bandiera: pensioni, con quota 100, e reddito di cittadinanza. E’ per questo, per tentare di trovare una sintesi politica che è rientrato con il premier Giuseppe Conte anche il ministro dell’Economia Giovanni Tria. Al momento dalle pensioni sarebbero stati ricavati poco più di 2 miliardi di risparmi e 1,2 dal reddito di cittadinanza. Ma da Bruxelles appunto sarebbe emersa la necessità di trovare ancora oltre cinque miliardi, a partire proprio da quelle misure. La partita insomma è tutt’altro che chiusa.

”Di rientro a Roma dopo una due giorni a Bruxelles, questa volta per il Consiglio europeo. Tanti i temi trattati – tra cui Brexit, migrazione, Unione monetaria e Quadro finanziario pluriennale – ma naturalmente è stata anche un’occasione importante per continuare a confrontarci con la Commissione europea e lavorare per evitare una procedura di infrazione nei confronti dell’Italia”, ha scritto ieri in serata su Facebook il premier. “Una procedura che l’Italia non merita per il senso di responsabilità e serietà con cui questa manovra è stata scritta, pensando al bene del Paese, al suo sviluppo e alla sua stabilità non solo economica, ma anche sociale. Abbiamo tenuto fede a ciò che avevamo promesso. Le risorse per abbassare il deficit ci sono e continuiamo a pensare che la crescita è ciò di cui il nostro Paese ha bisogno, attraverso le misure validanti della nostra manovra. In questi giorni abbiamo avuto modo di presentare ai nostri interlocutori anche due piani fondamentali che rappresentano altrettante priorità per il governo che presiedo. Il primo riguarda la sicurezza del territorio e la prevenzione dei rischi derivanti dal dissesto idro-geologico, il secondo la riduzione dei tempi della giustizia civile e penale. Su questi progetti abbiamo chiesto margini di flessibilità in modo da sottrarre i relativi investimenti al calcolo del deficit. Sono riforme cruciali che i cittadini si aspettano da tempo e che ora è il momento di realizzare.
Siamo consapevoli che questa interlocuzione implica uno sforzo da entrambe le parti, che può e deve produrre un cambio di prospettiva positivo per tutti. Stiamo lavorando proprio con questo obiettivo: rilancio dell’economia, equilibrio nei conti e rispetto degli impegni presi”.

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