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Politica, Difesa

Difesa, Trenta: policy è quella di immettere in servizio permanente tutti volontari meritevoli

La ferma e le eventuali rafferme costituiscono per il personale militare una vera e propria certificazione di abilità acquisita durante il servizio per la partecipazione ai concorsi banditi nell'ambito del comparto sicurezza
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

“Il tema della condizione militare e l’individuazione di una soluzione che armonizzi le esigenze dell’amministrazione della Difesa con le legittime aspettative del personale rappresenta uno dei cardini sui quali si fonda la politica del mio Dicastero. Al riguardo la policy della Difesa è quella di immettere in servizio permanente tutti volontari meritevoli che abbiano terminato la ferma prefissata quadriennale, ovvero la prima o seconda rafferma biennale”. È quanto ha detto il ministro della Difesa Elisabetta Trenta rispondendo a una interrogazione nel corso del Question Time al Senato. “In tale ottica, pur constatando che la normativa non prevede la stabilizzazione automatica degli stessi, essendo legata strettamente alle disponibilità finanziarie, ritengo che la categoria dei VFP4 lungi dall’essere assimilata ad una condizione di precariato, deve al contrario essere considerata l’anticamera del servizio permanente. Tale volontà è peraltro in linea con l’impianto normativo del cosiddetto modello professionale, che considera il passaggio in servizio permanente un mero transito, seppur subordinato alla definizione delle posizioni disponibili determinate annualmente in funzione delle esigenze operative delle Forze armate e, come ricordavo, alle disponibilità di ordine finanziario”, ha aggiunto il ministro.

“Con riguardo alle disponibilità finanziarie future, la legge n. 244 del 2012 ha comunque previsto la revisione delle misure di agevolazione per il reinserimento dei volontari delle Forze armate congedati senza demerito nel mondo del lavoro, prevedendo anche la loro partecipazione a corsi di formazione o di apprendistato, ovvero altre forme temporanee di sostegno al reddito a favore dei VFP4, che ultimato il periodo di ferma e rafferma, ancorché idonei e se in soprannumero rispetto alla consistenza organica di fatto nel ruolo, non transitano nel servizio permanente – ha sottolineato il ministro -. Vale la pena di sottolineare, inoltre, che la ferma e le eventuali rafferme costituiscono per il personale militare una vera e propria certificazione di abilità acquisita durante il servizio per la partecipazione ai concorsi banditi nell’ambito del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico, quindi carabinieri, finanzieri, polizia di Stato, guardie penitenziarie, vigili del Fuoco e guardie forestali, con posti ad essi riservati”.