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Politica

Anticorruzione, governo annuncia la fiducia al Senato

La richiesta, arrivata dalle opposizioni, di votare a scrutinio segreto la questione pregiudiziale al ddl è stata respinta dalla Giunta del regolamento
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Respinte le questioni pregiudiziali il ministro per i rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, ha presentato al Senato un maxiemendamento interamente sostitutivo del ddl anticorruzione sul quale ha posto la questione di fiducia. Ma andiamo con ordine. L’aula del Senato ha avviato oggi l’esame del ddl n. 955, noto come anticorruzione, recante “Misure per il contrasto dei reati contro la pubblica amministrazione, nonché in materia di prescrizione del reato e in materia di trasparenza dei partiti e movimenti politici”, già approvato dalla Camera dei deputati. La relatrice, Alessandra Riccardi (M5S), ha riferito sul contenuto del Capo I (articoli da 1 a 8), che inasprisce l’ambito delle pene accessorie, introduce nuove ipotesi di procedibilità d’ufficio, interviene sulla prescrizione, adegua gli strumenti di contrasto a quelli previsti da convenzioni internazionali. La relatrice Angela Anna Bruna Piarulli (M5S) ha riferito sul contenuto del Capo II (articoli da 9 a 15), che prevede l’obbligo di pubblicare sul sito internet dei partiti informazioni sui candidati e sui contributi ricevuti dai partiti. La Commissione giustizia ha soppresso la lettera r) dell’articolo 1, relativa al peculato, che è stata introdotta alla Camera con un emendamento votato a scrutinio segreto.

I relatori di minoranza, Giuseppe Cucca (PD) e Giacomo Caliendo (FI), hanno lamentato la mancanza di confronto in Commissione e hanno eccepito la costituzionalità delle norme sulla durata sine die delle pene accessorie. Secondo Cucca, norme efficaci di contrasto alla corruzione sono state approvate nella scorsa legislatura; il ddl in esame è un spot, reca norme inutili o contrarie ai principi costituzionali. Secondo Caliendo il ddl, equiparando i reati contro la pubblica amministrazione ai reati mafiosi, non tiene contro della realtà giudiziaria, dove l’accertamento dei fenomeni corruttivi è soddisfacente e l’incidenza della prescrizione è irrilevante.

Le senatrici Fiammetta Modena (FI) e Anna Rossomando (PD), nel proporre una questione pregiudiziale, hanno richiamato i principi di eguaglianza, del giusto processo e della finalità rieducativa della pena, violati dal blocco della prescrizione dopo sentenza di primo grado anche se di assoluzione; hanno criticato inoltre la norma sull’agente sotto copertura che è in realtà un agente provocatore. Pur condividendo le perplessità di ordine costituzionale, Alberto Balboni (FdI) ha auspicato un confronto di merito del provvedimento e ha annunciato l’astensione sulla pregiudiziale. Hanno invece annunciato voto favorevole le Monica Cirinnà (PD) e Anna Maria Bernini (FI). La Presidente di turno Paola Taverna non ha ammesso il voto segreto sulle questioni pregiudiziali, richiesto dalle opposizioni. Lucio Malan (FI) ha contestato la decisione della Presidenza e ha chiesto la convocazione della Giunta del Regolamento. Il Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ha convocato la Giunta del Regolamento che ha confermato la decisione. Respinte le questioni pregiudiziali, Fraccaro ha presentato un maxiemendamento interamente sostitutivo del ddl Anticorruzione sul quale ha posto la questione di fiducia.

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