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Politica, Manovra

Al via i lavori alla Camera in attesa della fiducia del governo

È partita questa mattina a Montecitorio la discussione sulle linee generali al ddl Bilancio. Maggioranza verso un rinvio tecnico in Commissione Bilancio per un parere
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

La discussione sulle linee generali al ddl di Bilancio è ripresa questa mattina con gli interventi dei 49 deputati iscritti a parlare. Dopo gli interventi di ieri nell’Aula della Camera da parte dei relatori di maggioranza e di minoranza oggi è il turno del rappresentante del governo che si è riservato di parlare al termine della discussione generale che si concluderà entro le ore 13,30 con l’apposizione della questione di fiducia sul maxi emendamento approvato dalla commissione Bilancio e il voto finale entro sabato.

“Abbiamo sentito molte critiche al nostro lavoro ma coloro che lo fanno sono quelli che hanno governato 7 anni e portato il rapporto debito/pil dal 120 al 130 per cento, con che coraggio venite a riproporci le stesse ricette fallimentari?”, ha detto Alberto Ribolla delle Lega primo intervento della mattinata. Ribolla ha poi illustrato alcuni punti chiave del testo.

A quanto si apprende la maggioranza è intenzionata però a chiedere un rinvio tecnico in commissione Bilancio della Camera alla Manovra. Attualmente il testo è in Aula dove sono in corso gli interventi dei deputati iscritti a parlare. A quanto pare il passaggio è determinato dalla mancanza di un parere necessario prima di poter chiedere la questione di fiducia.

Ieri è stata la volta della discussione generale. I lavori in realtà subito dopo essere iniziati sono stati sospesi per le proteste delle opposizioni che lamentavano la mancanza del testo del provvedimento. A quanto pare ne è stata consegnata una sola copia per ogni gruppo. Dopo la pausa, al rientro, il presidente di Montecitorio Roberto Fico aveva annunciato la decisione di procedere con le relazioni dei relatori.

Per il relatore di maggioranza Raphael Raduzzi “ci siamo ritrovati una bomba tra le mani: 12mld di aliquote Iva” che sarebbe aumentata se non fossero state disinnescate le clausole di salvaguardia, ha detto. ”Ci sarebbe stata anche l’accisa sulla benzina”, ha detto Raduzzi, che ha poi ricordato il recente rallentamento dell’economia italiana cui deve far fronte “una manovra espansiva”, perché “bisogna far ripartire questo Paese”. “Questa manovra non mette a rischio i conti pubblici, che sono invece stati messi a rischio dalle politiche di austerità, che hanno fatto aumentare il debito pubblico”.
Non la pensava così il deputato del Pd Luigi Marattin. “In 9 settimane e mezzo la manovra è cambiata tre volte, il tutto è stato gestito con ritardi, con annunci su Facebook di provvedimenti che non sono mai stati presentati in commissione”. E ancora: “Con il gesto penoso del balcone di palazzo Chigi, il Governo annunciava di aver abolito la povertà e annunciava che rapporto deficit-Pil si attestava al 2,4% – ha detto Marattin -. Poi a metà ottobre il deficit è stato cambiato per gli anni successivi. Poi il Dpb è stato ancora modificato con le dismissioni e ora siamo alla vigilia del nuovo cambiamento radicale, come ci ha confermato ieri il ministro Tria con un nuovo deficit, che il sottosegretario Bitonci, in tv, ha detto che sarà al 2,2 per cento”
“Voi indicate una strada che frena opportunità e occasioni di sviluppo del Paese. Frena i giovani perché indicate una prospettiva che è assistenza tout court. Non lavoro ma voglia di star seduti, essere fermi non reagire ma ottenere una paghetta. Ci aspettavamo crescita e non decrescita felice. Ci aspettavamo un segnale di cambiamento in meglio e non in peggio”, ha concluso Paolo Russo di Forza Italia.