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Politica

Rifiuti, M5S: modello è Treviso, la Danimarca ricicla meno dell’Italia

fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di red

“Il modello danese sui rifiuti non è virtuoso, lo dicono tutte le statistiche, dati Eurostat alla mano riciclano il 49%, meno dell’Italia, bruciando il resto in 26 inceneritori con una produzione di rifiuti urbani altissima di 770 chilogrammi a testa il doppio del “Modello Treviso” indicato nel contratto di Governo. Il modello più virtuoso in Italia e in Europa è quello indicato da Contratto è Treviso che ha trascinato il Veneto a cancellare e chiudere 4 inceneritori di cui 2 a Treviso oltre il 70% di raccolta differenziata sui rifiuti urbani” lo dichiara Ilaria Fontana, capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Ambiente.

“In Danimarca che ha 26 inceneritori per 6 milioni di abitanti , da ultimi dati viene inviato a riciclo e compostaggio solo il 49% dei rifiuti urbani prodotti che sono pari a 770 chilogrammi procapite prodotti ogni anno un numero altissimo. Dati peggiori della media italiana che differenzia oltre il 53% e della tanto vituperata Campania che è al 52%. Sono quasi 400 chilogrammi a testa i rifiuti urbani danesi questi che vengono inceneriti e il 25% in gran parte smaltiti in discariche fuori dalla Danimarca (quasi 100 kg a testa). Copenhagen incatenata dagli inceneritori due anni fa secondo i dati diffusi da Legambiente riciclava meno del 25% e l’inceneritore con pista da sci ha tantissimi problemi finanziari come evidenziato dall’ex ministro danese dell’ambiente tanto che lo ha definito ‘uno scandalo’ “ continua Fontana.

“I dati del ‘modello Treviso’ che ha permesso di cancellare la costruzione di due inceneritori invece parlano chiaro e su quello dobbiamo proseguire in tutta Italia. La produzione di rifiuti urbani pro capite è di 363 chilogrammi Su un bacino di 900mila abitanti grazie alla raccolta porta a porta e tariffa puntuale si mandano a riciclo l’86% di materiali, 50 chili a testa vanno oggi a trattamento meccanico biologico finalizzato a recupero materia che riducono quanto smaltito a 45 chilogrammi. Gli investimenti pubblici sono finalizzati a impianti per un ulteriore riduzione dei rifiuti non riciclabili e siamo impegnati con il decreto ‘End of Waste’ che permetterà il pieno utilizzo dell’impianto di Contarina per riciclare anche i pannolini, così l’obiettivo al 2022-2023 darà del 96% di riciclo con soli 10 chilogrammi a testa a smaltimento” continua Fontana.

“Come da contratto di governo dobbiamo investire in riduzione rifiuti, raccolta differenziata domiciliare con tariffa puntuale, sì impianti moderni di trattamento a freddo finalizzati al recupero materia le cosidette ‘Fabbriche dei Materiali’, impianti di riciclo e impianti di compostaggio” spiega Fontana. “Invitiamo poi tutti ad una terminologia corretta. Secondo l’Accademia della Crusca e le normative europee stesse la parola ‘termovalorizzatore’ non esiste. Sono inceneritori” conclude la capogruppo in Commissione Ambiente per il 5 Stelle.

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