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Esteri, Caso Regeni

Le procure del Cairo e di Roma proseguono nella collaborazione sulle indagini

Rammarico invece del Parlamento egiziano per la scelta di Montecitorio di sospendere i rapporti con l’assemblea del Cairo che "anticipano i risultati" investigativi
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Le procure del Cairo e di Roma proseguono nella collaborazione sulle indagini e hanno confermato nei giorni scorsi il loro rapporto stretto con una nota congiunta, alla stregua del Parlamento egiziano che sempre in una nota ha espresso rammarico per la scelta di Montecitorio di sospendere i rapporti con l’assemblea del Cairo specialmente alla luce della cooperazione intensa anche a livello giudiziario. Ecco i testi integrali delle due note:

“Il procuratore generale della Repubblica araba d’Egitto ha ricevuto nei giorni scorsi la delegazione giudiziaria della Procura di Roma, guidata dal Sostituto procuratore Sergio Colaiocco. Le due procure hanno tenuto un nuovo vertice giudiziario continuando la loro collaborazione nelle indagini sulla morte del cittadino italiano Giulio Regeni”. È quanto si legge in un comunicato stampa congiunto tra la Procura generale egiziana e la Procura italiana del Tribunale di Roma diffuso dal Cairo nei giorni scorsi. “Nel corso della riunione le due parti si sono scambiate i rispettivi punti di vista in un clima positivo basandosi sui buoni rapporti fra le due procure”.

“L’argomento di discussione è stato il risultato delle indagini finora raggiunto e ciascuna parte ha presentato le sue novità riguardanti le indagini. La delegazione italiana ha presentato i dati relativi alle indagini riguardanti le ricerche del dottorato di Giulio Regeni; la parte egiziana ha presentato i risultato dell’analisi tecnica della registrazione video nella stazione della metro, soprattutto le parti oscure di queste registrazioni”, si legge ancora.

“Alla fine dell’incontro le due parti sono arrivate alla conclusione che le indagini avanzano nel modo corretto ed hanno confermato la loro determinazione a ripetere questi incontri e adottare tutte le procedure possibili e necessarie per arrestare i colpevoli, auspicando di raggiungere l’obiettivo in un futuro prossimo”, conclude il comunicato stampa congiunto tra la Procura generale egiziana e la Procura italiana del Tribunale di Roma diffuso dal Cairo nei giorni scorsi.

Ed ecco la nota integrale del Parlamento del Cairo:

“Il Parlamento egiziano ha espresso il suo rammarico per i tentativi della Camera dei deputati italiana di anticipare le azioni e superare sui risultati delle indagini, sottolineando il rispetto della legge e l’importanza di non influenzare o interferire nel lavoro delle autorità investigative, specialmente perché le azioni unilaterali non realizzazioni gli interessi dei due paesi e non servono gli sforzi per scoprire la verità e l’attuazione della Giustizia. Il Parlamento egiziano ha preso atto delle recenti dichiarazioni di Roberto Fico, presidente della Camera dei deputati italiana, in cui ha fatto riferimento alla sospensione dei rapporti parlamentari con il Parlamento egiziano fino alla fine delle indagini sull’assassinio di Giulio Regeni”.

“Nel momento in cui il Parlamento egiziano sottolinea i rapporti storici e forti tra l’Egitto e l’Italia su tutti i livelli, esprime profonda sorpresa per queste dichiarazioni e rammarico per questa posizione ingiustificata da parte della Camera dei Deputati italiana soprattutto” per il fatto “che arriva dopo una riunione congiunta tra la Procura Generale egiziana e quella italiana per completare la cooperazione congiunta nelle indagini sul caso Regeni, un incontro durante il quale le due parti hanno confermato che si sono scambiati punti di vista in un clima positivo e che le indagini avanzano in modo costruttivo. Le due Procure hanno affermato la loro determinazione a continuare la cooperazione reciproca in modo da raggiungere una conclusione definitiva e una decisione adeguata basandosi sull’esito degli sforzi giudiziari in un futuro prossimo”.

“Il Parlamento egiziano, nel momento in cui vuole attendere la sovranità della legge e la necessità di assicurare la condotta imparziale e trasparente delle indagini e la non politicizzazione delle questioni legali, ritiene che ciò che è stato dichiarato dal presidente della Camera dei Deputati italiana è un atto unilaterale che anticipa i risultati delle indagini e non serve gli interessi dei due paesi e non aiuta gli sforzi per rivelare la verità ed attuare la giustizia, soprattutto poiché esiste un’ottima cooperazione completa e senza precedenti tra le due Procure egiziana e italiana. Il Parlamento egiziano conferma il principio di non superare i fatti e anticipare i risultati delle indagini come stabilito in tutti i paesi del mondo e secondo tutte le leggi e i diritti”.

“Nel momento in cui il Parlamento afferma che lo Stato egiziano ha un fermo interesse a rivelare le circostanze dell’uccisione di Regeni, dato che la morte è avvenuta sul proprio territorio. Questo fatto è stato confermato a tutti i livelli come è stato confermato dal dott. Ali Abdel-Aal stesso a Fico durante il loro incontro a Roma e al Cairo sottolineando il rispetto delle autorità investigative e che le indagini devono essere condotte in conformità con il principio della sovranità della legge senza influenzare o interferire nel lavoro delle autorità investigative”. In conclusione il Parlamento egiziano “ribadisce che la profondità delle relazioni italo-egiziane non richiedeva alla Camera dei deputati italiana di affrettarsi e prendere decisioni unilaterali in un procedimento penale non ancora concluso dinanzi alle autorità giudiziarie, alla luce della cooperazione completa tra le autorità competenti nei due paesi”.