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Calabria

Catanzaro, sindacati: “Anomalie sul cantiere della metropolitana”

fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di NeC

“Quello che è successo ieri nei cantieri edili dell’Ati ‘Metro C” ha dell’incredibile, una vicenda degna della migliore tradizione kafkiana”. Lo denunciano in una nota le organizzazioni sindacali del settore edile Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil che nei giorni scorsi, comunicano in una nota “hanno inviato alla all’Ati ‘Metro C’ una richiesta di assemblea sindacale, a norma della Legge 300/70 e del Contratto collettino nazionale del settore edile, di tutte le maestranze dipendenti delle imprese impegnate nella realizzazione del collegamento ferroviario dell’Università di Catanzaro e della cittadella regionale con i principali snodi viari della città capoluogo”. “Stiamo parlando – affermano – di un’opera appaltata dal consorzio Ati ‘Metro C’, di cui l’impresa Vianini è capofila, vede la Regione Calabria quale stazione appaltante. Il valore dell’appalto epurato del ribasso operato dall’Ati ‘Metro C’ è di oltre 100 mln di euro. Nella richiesta di assemblea veniva chiesto al consorzio di inviare la comunicazione a tutte le imprese edili impegnate alla realizzazione dell’opera. Nella richiesta, poi, era specificato l’orario dell’assemblea, l’Ordine del giorno e i nomi dei partecipanti”. “Nonostante tutto fosse stato organizzato nel rispetto delle norme – aggiungono – nel piazzale antistante gli uffici della ‘Metro C’ sono arrivati per l’assemblea solamente 6 dipendenti dell’impresa ‘Ardes srl’ e nessun altro, a fronte di almeno un centinaio di dipendenti delle altre imprese impegnati nella realizzazione del manufatto. A quel punto i dirigenti sindacali presenti, hanno preferito sospendere l’assemblea per l’esiguità dei lavoratori presenti e chiedere alla società costruttrice i motivi per cui i lavoratori dipendenti non erano presenti all’assemblea”.

“Purtroppo, però, l’epilogo della vicenda ha dell’incredibile – denunciano -. Quando, infatti, la delegazione sindacale si è recata negli uffici non trovava nessun dirigente dell’Ati ‘Metro C’, ad eccezione di due dipendenti che, con un sorrisetto sarcastico, dichiaravano che i responsabili del cantiere erano andati via e loro non avevano alcun titolo neanche per ascoltare le persone presenti e riferire successivamente ai dirigenti del cantiere quanto era avvenuto”. “Quanto accaduto è estremamente grave – sostengono i sindacati – soprattutto per l’atteggiamento tenuto dai dipendenti presenti che hanno quanto meno dimostrato scarsa sensibilità nei confronti dei lavoratori. È da stigmatizzare il fatto, poi, che in varie occasioni il sindacato, nazionale, regionale e territoriale abbia richiesto a norma del Contratto collettivo Edile, ai sensi dell’articolo113, un incontro con la società appaltante per stabilire le modalità e gli ambiti contrattuali e di legge in cui i soggetti interessati si sarebbero dovuti muoversi si sia stati costretti a fare i conti con l’assenza di strutture di servizio adeguate ai bisogni dei lavoratori. Operai che, ancora oggi, non possano sedersi in un posto dignitoso e salubre per poter consumare un pasto caldo o lavarsi le mani”.

“A ciò, poi, deve aggiungersi – proseguono – la ‘disattenzione’ della società appaltante. Ma la cosa più sconvolgente è l’assenza della stazione appaltante: la Regione Calabria che, attraverso la direzione lavori, doveva costringere il consorzio ‘Metro C’ ad attrezzare un’area dedicata solo alla logistica di cantiere, dei locali ad uso mensa, altri locali adibiti a spogliatoi, lavandini dove lavarsi le mani. Incombenze queste ultime che, naturalmente, avrebbero dovuto essere portate a compimento già prima che iniziassero i lavori”. “Invece, ancora oggi dobbiamo constatare il fatto che – è detto ancora nella nota – non si sia rispettato nulla di quello che è previsto nei Contratti collettivi nazionali di lavoro e nelle normative vigenti. Confidiamo che, nel breve volgere di qualche giorno, l’Istituzione regionale si attivi per ripristinare il diritto delle maestranze a svolgere il proprio duro con la massima dignità”. “Ci auguriamo, infine – conclude il comunicato – che quanto successo sia solo un momento di disattenzione involontario e non un mondo poco consono a rapportarsi con i lavoratori calabresi. Nei prossimi giorni, se non avremmo i chiarimenti necessari, saremo costretti ad intraprendere azioni adeguati alla tutela delle maestranze e del sindacato di categoria”.