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Ambiente ed Energia, Ambiente

M5S, Muscarà: “Basta inceneritori in Campania, Viminale si occupi di sorvegliare i siti”

Il capogruppo regionale: “Puntare sul ciclo ottimale e sul riciclo della materia”
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione Campania

“Non consentiremo che in Campania si costruiscano nuovi inceneritori. Sono anni, già molto prima di approdare in Consiglio regionale, che ci battiamo per il superamento di questo tipo di impiantistica. Così come diciamo no a operazioni di incenerimento nei cementifici, sostenuti da questa giunta regionale. La nostra visione è chiara da sempre. Bisogna puntare sulla riduzione a monte del rifiuto prodotto, con investimenti tesi a una ottimizzazione del ciclo dei rifiuti e della raccolta differenziata. Il Viminale ha una grande responsabilità, che è quella di lavorare per garantire la legalità nella gestione dei rifiuti e di puntare sul rafforzamento della sorveglianza in siti, depositi e stir, predisponendo programmi straordinari di controllo. I recenti incendi hanno dimostrato che questa misura non è più procrastinabile e su questo ci aspettiamo che il Viminale si attivi. Solo così possiamo fermare, una volta per tutte, la mattanza di innocenti provocata dai roghi nel perimetro della Terra dei Fuochi e dai continui incendi nei depositi di rifiuti e nei siti di stoccaggio che continuano ad avvelenare la nostra terra”. Così la capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale Mari Muscarà

“Bisogna fare dei rifiuti una risorsa, ma non per la camorra, come avvenuto negli ultimi vent’anni, grazie alla connivenza tra politici collusi e colletti bianchi al soldo dei clan. Le politiche ambientali – prosegue Muscarà – devono puntare su riduzione, recupero e riciclo della materia. In Campania manca una normativa sulla pianificazione dei controlli ambientali, che sono praticamente inesistenti, l’operazione ecoballe si è rivelata totalmente fallimentare, si continuano a sottrarre fondi da misure su smaltimento fanghi e ciclo ottimale dei rifiuti urbani e a Pianura c’è una comunità che da troppi anni vive su una delle più grandi bombe ecologiche d’Europa. Criticità racchiuse in singoli dossier che, con i colleghi Valeria Ciarambino e Vincenzo Viglione, abbiamo portato all’attenzione del ministero dell’Ambiente, accompagnate da proposte di superamento di una situazione drammatica che rischia di accompagnare la nostra regione verso il completo disastro ambientale”.