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Economia

Manovra, Corte Conti: serve incisiva azione per razionalizzazione della spesa

fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di redazione

“Occorrerebbe una incisiva azione sul fronte della razionalizzazione della spesa nelle sue componenti meno funzionali al sostegno della crescita”. Lo ha sostenuto il Presidente della Corte dei conti Angelo Buscema nel corso della sua audizione presso le Commissioni riunite bilancio della Camera e del Senato sulla manovra. “Con il disegno di legge di bilancio e il decreto-legge 119/2018 il Governo dà attuazione alla strategia preannunciata a fine settembre con la Nota di aggiornamento del DEF e delineata a metà di ottobre con il DPB. Una strategia che, pur prevedendo una riduzione del debito, opta, come si è osservato in precedenza, per una significativa deviazione dal percorso di miglioramento del saldo sia nominale che strutturale rispetto a quanto previsto nel DEF di aprile. Ciò con l’obiettivo di stimolare una maggiore crescita economica e un migliore quadro occupazionale, e di affrontare le principali aree di difficoltà che sono conseguenti alla crisi economica e, nella lettura del governo, ai provvedimenti assunti per arginarne gli effetti sui conti pubblici. L’ampliamento del disavanzo e la maggiore crescita economica caratterizzano nei Documenti citati il quadro programmatico che evidenzia a fine periodo un miglioramento del rapporto debito Pil. Come ricordato in premessa, una prospettiva che deve oggi confrontarsi con le più recenti tendenze della crescita a livello mondiale. Naturalmente, il giudizio su tale scelta di fondo non può essere astratto, ma richiede una puntuale valutazione dell’impianto operativo della manovra di bilancio ora all’esame del Parlamento”.

“Nello scenario proposto, l’uscita dal percorso di aggiustamento nel triennio di previsione è percepibile nei suoi contorni finanziari ma non è ancora pienamente valutabile nelle sue caratteristiche specifiche. Il 44 per cento della manovra (oltre l’86 per cento della maggiore spesa corrente), la parte che riguarda il reddito di cittadinanza e la revisione del sistema pensionistico, troverà attuazione in provvedimenti collegati che saranno presentati in seguito: la valutazione potrà essere condotta, quindi, solo quando saranno note le caratteristiche degli interventi previsti e si potrà apprezzare la adeguatezza delle risorse stanziate. Come si è visto, le misure di maggior rilievo già delineate sono riconducibili a tre obiettivi principali: il rilancio degli investimenti pubblici, anche semplificando le regole per il contributo delle amministrazioni territoriali agli obiettivi di finanza pubblica, il potenziamento delle dotazioni di personale dei principali apparati pubblici e la riduzione del prelievo fiscale sui consumi e sui redditi delle imprese individuali”

“Un tratto accomuna le scelte che caratterizzano questi interventi: il ricorso a cambiamenti di strumenti piuttosto che di obiettivi; una modifica che, tuttavia, dovrebbe essere sempre sorretta da una analisi delle ragioni alla base delle difficoltà di funzionamento delle misure che si intendono sostituire e/o delle modifiche che si intende apportare nel ridisegno dei diversi settori del comparto pubblico. Il ricorso a nuove strutture organizzative da avviare e la necessità di ridisegnare il funzionamento dei nuovi strumenti può incidere non solo sul costo, ma anche sui tempi di avvio, e, in definitiva, sulla efficacia degli interventi. E ciò in una fase in cui ilsuccesso delle scelte assunte con la manovra è strettamente legato alla capacità di stimolare l’economia. Al fine di rispondere a criticità sul piano sociale – oltre che all’urgenza di riavvio delle opere pubbliche – la manovra sceglie di concentrare le risorse su limitati interventi. Tale polarizzazione tuttavia si traduce in una carenza di risorse per affrontare nodi irrisolti e/o per garantire un adeguato livello dei servizi in comparti essenziali per la collettività. Il riavvio delle assunzioni nel settore pubblico se da un lato sembra rispondere, specie in taluni comparti, all’esigenza di far fronte a riconosciute carenze degli organici dovrebbe, tuttavia, inquadrarsi in un ridisegno degli assetti organizzativi della pubblica amministrazione dando piena attuazione, come più volte sollecitato dalla Corte, alle indicazioni contenute nella legge 124/2015”.


“Positivo è l’intento di semplificare il quadro delle norme che regolano il contributo degli enti territoriali agli obiettivi di finanza pubblica; ciò richiederebbe tuttavia un adeguamento del quadro normativo previsto con la legge 243 per evitare le criticità che potrebbero derivare dal permanere di antinomie. Sul fronte dei consumi e degli investimenti privati, numerosi interventi riguardano la conferma di agevolazioni esistenti (riqualificazione energetica degli edifici, per le ristrutturazioni edilizie, per il consolidamento antisismico, ecc.) e l’introduzione di nuove agevolazioni. Positiva è la conferma delle iniziative nella direzione della cosiddetta Industria 4.0. Andrebbero, comunque, preservate alcune misure di incentivazione che hanno mostrato una elevata efficacia. Con riguardo alle coperture si conferma il rilievo delle misure di contrasto all’evasione, segnatamente tramite lo strumento della fatturazione elettronica nei rapporti tra privati di cui con il DL 119/2018 si è prevista l’estensione. La Corte più volte in passato ha sottolineato come la lotta all’evasione fiscale costituisca una priorità assoluta dell’azione pubblica; e tuttavia essa presenta dei limiti quando è usata come tipologia di copertura soprattutto per l’inevitabile incertezza nella realizzazione dei risultati attesi”.

“Va comunque riconosciuto che tali interventi inducono stabili modificazioni strutturali in direzione di un significativo progresso verso il necessario contenimento dell’evasione. A tal fine occorre prestare grande attenzione affinché l’intervento normativo sia accompagnato da una attività affidata all’amministrazione finanziaria che dia ulteriore efficacia all’utilizzazione piena dei dati acquisiti. Quanto al complessivo fronte delle entrate, occorrerebbe un chiaro ed organico disegno programmatico in grado di offrire punti di riferimento certi e stabili per gli operatori economici. Sia per le famiglie che per le imprese e la competitività del sistema produttivo considerato nel suo assieme – ivi compreso il settore finanziario e creditizio che tanta parte gioca nel sostegno delle PMI – resta centrale l’obiettivo di ridurre la pressione fiscale e contributiva. Nel 2019, essa dovrebbe restare sostanzialmente stabile sui valori preconsuntivati per l’anno in corso (41,9 per cento), un risultato che sconta tuttavia l’attesa robusta crescita del Pil nominale (l’effetto denominatore). Occorrerebbe, infine, una incisiva azione sul fronte della razionalizzazione della spesa nelle sue componenti meno funzionali al sostegno della crescita. I risparmi previsti a copertura della manovra puntano soprattutto su rimodulazioni e riprogrammazioni o riduzioni di stanziamenti di fondi ancora da ripartire ripetendo su questo fronte scelte del passato volte a rinviare l’adozione di una effettiva individuazione delle aree meno funzionali ai compiti propri dell’amministrazione pubblica”.

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