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Politica, 4 novembre

Mattarella: “Tenere viva la memoria dei caduti come antidoto al rischio di nuove guerre”

Le “lusinghe di un nazionalismo aggressivo” non devono avere la meglio sulla paziente composizione di aspirazioni e interessi, da portare avanti “in modo pacifico e collaborativo”
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è intervenuto alla cerimonia celebrativa del centenario della fine della Grande Guerra che ha avuto luogo in piazza Unità d’Italia a Trieste, nel Giorno dell’Unità Nazionale e Giornata delle Forze Armate. Hanno preso la parola il Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta e il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Claudio Graziano.

Le “lusinghe di un nazionalismo aggressivo” non devono avere la meglio sulla paziente composizione di aspirazioni e interessi, da portare avanti “in modo pacifico e collaborativo”, come è stato fatto per decenni nell’Unione europea, ha dichiarato Mattarella. Il presidente della Repubblica si è detto lieto di celebrare a Trieste, città “profondamente italiana ed europea”, i 100 anni dalla conclusione di quella guerra che completò il sogno risorgimentale dell’unità d’Italia.

Rievocando la “terribile petraia del Carso”, così come tutte le altre zone del fronte, dove “si scrissero pagine indimenticabili di valore e di sofferenza”, Mattarella ha ricordato che lo scoppio del conflitto segnò tristemente “l’incapacità delle classi dirigenti europee dell’epoca di comporre le aspirazioni e gli interessi nazionali in modo pacifico e collaborativo, anziché cedere alle lusinghe di un nazionalismo aggressivo”.

Per il ministro della Difesa, Trenta, “l’Ue costituisce una realtà imprescindibile per la realizzazione di un futuro stabile e di prosperità”. Simile il messaggio del capo di Stato Maggiore della Difesa, Graziano, che ha sottolineato come l’Europa debba essere considerata “la madre di tutte le nostre patrie”.

La manifestazione a Trieste è stata caratterizzata da diversi momenti che hanno rievocato alcuni fatti significativi della fine della prima guerra mondiale: l’ingresso delle truppe italiane a Trieste e il sorvolo di un velivolo dell’epoca. In programma anche il lancio di paracadutisti con il vessillo Tricolore e la presenza di due unità navali della Marina Militare. Ha chiuso la cerimonia il passaggio delle Frecce Tricolori.

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