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Politica

Governo, Brunetta: in 5 mesi 5 piaghe: crollo crescita, più disoccupazione, fuga capitali, aumento spread e credit crunch

fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di com/cos

“Il Governo gialloverde, nei suoi cinque mesi di lavoro, ha prodotto altrettante piaghe economiche all’economia italiana, ovvero: azzeramento della crescita (che per la verità andava già male), aumento della disoccupazione, fuga di capitali, aumento dello spread, credit crunch. Nella speranza che non se ne aggiungano delle altre ad ogni mese che passa, ci preme sottolineare il fatto che il peggior danno creato dall’Esecutivo gialloverde è stato la perdita di reputazione e credibilità davanti ai grandi investitori internazionali, che hanno reagito togliendo massivamente capitali dal nostro Paese, a ritmi mai visti prima. La fuga di capitali ha provocato un aumento dei rendimenti dei nostri titoli di Stato e dello spread, che hanno pesato per diversi miliardi di euro sulla componente in conto interessi del nostro deficit pubblico”. Lo scrive, in una nota, Renato Brunetta, deputato e responsabile del Dipartimento di politica economica di Forza Italia.



”L’aumento dei rendimenti – aggiunge – ha comportato un aumento dei tassi d’interesse applicati dalle banche, per via dell’aumentato rischio Paese e una maxi svalutazione del portafoglio titoli degli stessi istituti di credito, che hanno reagito riducendo enormemente i prestiti erogati al settore privato, formato da famiglie e imprese. In più, la liquidità del settore è andata in rosso, segno evidente del credit crunch in corso. Lo shock finanziario si è poi ripercosso sull’economia reale, attraverso una forte perdita di fiducia da parte degli operatori economici che ha impattato sull’industria, che negli ultimi mesi ha rallentato il suo passo e ridotto le sue vendite, in particolare nel settore automobilistico e della robotica. Anche l’export ha iniziato a peggiorare, per via del deteriorato quadro macroeconomico internazionale e i consumi sono rimasti al palo. A tutto questo ha fatto seguito l’azzeramento della crescita del Pil nel terzo trimestre dell’anno, il che significa che l’Italia è ormai a un passo dalla recessione, nel caso la crescita dei prossimi trimestri dovesse essere negativa, cosa molto probabile”.



”Un calo del Pil si ripercuoterà negativamente sulla finanza pubblica, in quanto farà aumentare automaticamente i rapporti deficit/Pil e debito/Pil. Dulcis in fundo, è arrivato oggi dall’ISTAT il dato sull’aumento della disoccupazione, che si è riportata al di sopra del 10%, con quella giovanile che è di nuovo tornata fortemente a salire. Nonostante i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio continuino ad accusare l’Europa e i mercati finanziari di inviare volontariamente queste punizioni, la verità è che il loro Governo se le è autoinflitte e le ha inflitte a tutti gli italiani, con continui atteggiamenti provocatori e di sfida contro istituzioni e investitori. In attesa di un salvatore che ci venga a liberare da questo Esecutivo di buoni a nulla ma capaci di tutto, ci auspichiamo che i suoi membri possano adottare un atteggiamento più responsabile e rivedano al più presto la manovra in linea con le osservazioni inviate dalla Commissione Europea”, conclude Brunetta.