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Calabria

Bilancio Ue, Consigli regionali ‘bocciano’ tagli su Fondi

Assemblea dei presidenti dei Consigli regionali a Reggio Calabria
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di NeC

Arriva da Reggio Calabria una nuova, pesante, bocciatura per l’Europa. Per un giorno il consiglio regionale calabrese diventa la ‘casa’ di tutti i consigli d’Italia, in occasione della assemblea plenaria della Conferenza dei presidenti. L’assise – coordinata dalla presidente del consiglio campano, Rosa D’Amelio, e ospitata dal presidente calabrese, Nicola Irto – ha approvato un ordine del giorno fortemente critico nei confronti delle proposte sul Quadro finanziario pluriennale e sulle politiche di coesione e agricola 2021-2027 dell’Unione europea. Un documento nel quale non mancano però “raccomandazioni” alle “istituzioni europee e italiane” per un deciso cambio di rotta. Preoccupa, in particolare, il Quadro finanziario (Qfp) 2021-2027. La Conferenza ritiene “non sufficienti” le risorse stanziate nella proposta di bilancio della Commissione, considerate “non adeguate a conseguire gli obiettivi stabiliti nei Trattati”, tra cui la coesione economica, sociale e territoriale. Ribadita anche la necessità di mantenere i finanziamenti per le politiche agricole e di coesione “almeno ai livelli attuali”.

I presidenti hanno inoltre espresso “preoccupazione” rispetto al principio della flessibilità di bilancio che non andrebbe incontro alle politiche di coesione, rivolte a investimenti di tipo strutturale. Altre note dolenti riguardano la riduzione del cofinanziamento europeo (che comporterà la necessità di un aumento da parte dello Stato e delle Regioni) e la “tendenza al riaccentramento nella gestione dei fondi” a scapito dei programmi a gestione concorrente tra Commissione, Stati e Regioni. La Conferenza ha anche preso posizione contro la riduzione del 10% dei fondi per la coesione e contro i tagli ai Pac, definendo “irragionevoli” le decurtazioni che vanno dall’11% per il Feaga al 28% per il Feasr, fino al 13% per il Feamp. L’ultima bocciatura è relativa alle “carenze generalizzate” circa lo stato di diritto dei vari membri dell’Unione. I presidenti hanno infatti cristallizzato i loro dubbi sulla previsione di una nuova forma di “macro condizionalità politica», che rafforza il legame tra i finanziamenti europei e lo stato di diritto ma si limita solo “alla tutela del bilancio e non anche ad altri valori fondanti dell’Ue”.

La Conferenza – alla quale hanno partecipato i presidenti Giuseppe Di Pangrazio (Abruzzo), Vito Santarsiero (Basilicata), Simonetta Saliera (Emilia-Romagna), Antonio Mastrovincenzo (Marche), Salvatore Micone (Molise), Nino Boeti (Piemonte), Donatella Porzi (Umbria), oltre ai vice presidenti Devid Porrello (Lazio), Carlo Borghetti (Lombardia), Lorenzo Ossanna (Trentino Alto Adige) e Bruno Pigozzo (Veneto) – ha anche approvato una risoluzione sul ‘Decreto Genova’ con la quale viene chiesto al governo di stralciare la norma che non prevede più l’intesa preventiva con i presidenti di Regione ai fini delle ordinanze da parte del commissario straordinario.

“Abbiamo approvato una risoluzione – commenta Irto – con cui diciamo all’Europa che questa prima bozza di riordino delle risorse comunitarie non va bene per il Mezzogiorno e a causa dei tagli alle politiche agricole. Vogliamo un cambio di passo perché riteniamo che i fondi comunitari, per il Sud e la Calabria, siano vitali”.

Ma, oltre alla critica di merito, il presidente calabrese sottolinea la premessa politica condivisa dalla Conferenza: “Dall’Europa non ci muoviamo: vogliamo un cambio di passo ma rimaniamo europeisti convinti”. “Ci sentiamo pienamente cittadini europei”, precisa anche D’Amelio. “Siamo il cuore di un Mediterraneo che oggi deve spingere l’Europa a interrogarsi. La politica di coesione deve vedere un’Europa che si faccia carico delle risorse per lo sviluppo del Mezzogiorno e che rimetta al centro l’idea di dare una prospettiva ai giovani. La forza dell’Unione ci può essere solo se ripartiamo dallo sviluppo del Sud”.