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Politica

Tap, sale tensione. Tre parlamentari 5Stelle: Conte sbaglia, non ci sono penali

E intanto i Comitati incalzano il ministro Lezzi: ci mostri le carte
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di redazione

Sale la tensione nel Movimento 5 Stelle dopo che ieri il presidente del consiglio Conte ha ufficializzato: non è possibile dare lo stop alla costruzione del gasdotto Tap, che porterà il dall’Azerbaigian all’Europa, perché costerebbe troppo in termini di penali da pagare. Il blocco dell’opera era stato uno dei cavalli di battaglia dei 5 Stelle e tra le fila pentastellate i maldipancia si sono infine trasformati in una nota. “Anche Conte sbaglia. Non ci possono essere penali, semplicemente perché non esiste alcun contratto tra Stato e Tap. Non ci possono nemmeno essere costi a carico dello Stato, semplicemente perché, non essendovi ad oggi il rispetto delle prescrizioni da parte di Tap, non vi può essere responsabilità dello Stato. Continuiamo ad avere fiducia nella magistratura” affermano Lello Ciampolillo,  Saverio De Bonis e Sara Cunial, tre parlamentari fermi sulla linea del no all’opera. Mentre insorgono anche i comitati No Tap che in vista della manifestazione convocata per domani annunciano nuove battaglie. E  sfidano il ministro per il Sud, Barbara Lezzi di andare in Puglia a Melendugno  “a spiegare cosa sono e a quanto ammontano le penali che l’Italia dovrebbe pagare se bloccasse la realizzazione del gasdotto Tap. E porti con sé i documenti che lo testimoniano”.

“Anticipiamo il cinema: adesso il Ministro Di Maio e la Ministra Lezzi, per non finire di perdere la faccia, dichiareranno chissà quale fatica sovrumana per strappare ristori a favore delle popolazioni locali” scrive l’ex viceministro per lo Sviluppo economico, Teresa Bellanova del Pd.  Sottolineando come al Mise le somme per i ristori ci sono già: “oltre 50milioni di euro in termini di investimenti aggiuntivi finalizzati alla realizzazione di un centro di eccellenza mondiale per la decarbonizzazione con il supporto della Commissione europea e di aziende leader globali nella green economy, interventi per la tutela ambientale e la ricerca sull’emergenza xylella, infrastrutture per la mobilità sostenibile e ciclabilità, formazione d’eccellenza, efficientamento energetico. Esito di un Tavolo da noi voluto negli anni scorsi a Palazzo Chigi con la presenza di più Ministeri (Mise, Ambiente, Coesione sociale), organizzazioni sindacali e datoriali, istituzioni territoriali, e dove si era già definito un programma che abbiamo lasciato in eredità a chi ci è succeduto ma di cui si è perduta traccia e memoria. A Di Maio e alla Ministra Lezzi dico due cose: non perdete tempo alla ricerca di patetici  escamotage e proseguite, se ne siete capaci, nel lavoro di quel Tavolo. Così anche il Presidente Conte, dopo aver garantito su Tap nel mondo, può rendersi utile al territorio. E quando ritirerete fuori quel programma non millantate meriti non vostri. E’ un film che abbiamo già visto su Ilva, a proposito di ‘migliorìe ambientali’ già nero su bianco da mesi, e – proprio ieri – su Whirlpool”.

 Sul progetto Tap “non abbiamo riscontrato elementi di illegittimità” ha scritto ieri in una nota il premier Giuseppe Conte. “Interrompere la realizzazione dell’opera  comporterebbe costi insostenibili, pari a decine di miliardi di euro”. “Ho ricevuto nella giornata odierna –ha aggiunto- una comunicazione che riassume le ultime verifiche effettuate dai tecnici del Ministero dell’Ambiente sul progetto Tap. Ringrazio il Ministro Costa e i tecnici per il lavoro che hanno svolto e ringrazio gli altri Ministeri e uffici che pure hanno effettuato verifiche sulla piena regolarità delle procedure. Mi ero impegnato con le Autorità locali e con i Rappresentanti delle comunità territoriali, ivi compresi i Parlamentari eletti in Puglia, ad effettuare un rigoroso controllo delle procedure di realizzazione dell’opera al fine di verificare tutti i profili di eventuale illegittimità che erano stati segnalati”. “Ad oggi  – ha concluso Conte – non è più possibile intervenire sulla realizzazione di questo progetto che è stato pianificato dai governi precedenti con vincoli contrattuali già in essere. Gli accordi chiusi in passato ci conducono a una strada senza via di uscita. Non abbiamo riscontrato elementi di illegittimità. Interrompere la realizzazione dell’opera comporterebbe costi insostenibili, pari a decine di miliardi di euro. In ballo ci sono numeri che si avvicinano a quelli di una manovra economica” ha spiegato ieri il presidente del Consiglio Conte sottolineando: “Abbiamo fatto tutto quello che potevamo, non lasciando nulla di intentato. Ora però è arrivato il momento di operare le scelte necessarie e di metterci la faccia. Prometto un’attenzione speciale alle comunità locali perché meritano tutto il sostegno da parte del Governo”.

 

 

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