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Economia, Manovra

Il monito di Bruxelles da Bali: non va nella direzione giusta

Thomsen: Italia rispetti le regole. Draghi: fornire adeguata stabilizzazione macroeconomica
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

I vertici di Bruxelles fanno sapere ancora una volta come non siano d’accordo con i conti della Manovra messa a punto dal governo giallo-verde. E lo fanno da Bali, dove è in corso il meeting di Fmi/Banca mondiale. “L’Italia deve rispettare le regole dell’Unione europea con la sua legge di bilancio del 2019 e costruire un buffer di liquidità per attutire la prossima crisi economica” spiega Poul Thomsen, capo del dipartimento europeo del Fondo monetario internazionale. “Pensiamo che un allentamento fiscale di tale portata in Italia nelle attuali circostanze non sia corretto”. E sulla Manovra, più nel dettaglio: “va in direzione opposta rispetto ai suggerimenti del Fmi, credo seriamente che per diverso tempo non sia stato seguito il consolidamento di bilancio che ha portato l’Italia a crescere sotto il suo potenziale”. Ma ora “non è il momento di allentare le politiche” dato che L’Italia “ha margini limitati”.

A metterci il carico da 11 il presidente della Bce Mario Draghi secondo cui ”le politiche di altri settori devono contribuire con più forza ad alzare la potenziale crescita sul lungo e ridurre le vulnerabilità”.  Secondo il numero uno della Banca centrale europea “occorre  rafforzare l’Unione economica e monetaria, in primo luogo attuando quanto già concordato e finendo i progetti comuni che sono stati avviati: completare l’unione bancaria, rafforzare la capacità operativa e il ruolo dell’European Stability Mechanism e rafforzare l’unione dei mercati dei capitali”. Quindi “il lavoro deve proseguire puntando a una capacità fiscale che fornisca un’adeguata stabilizzazione macroeconomica mentre si argina il rischio morale. Le regole fiscali devono essere rese più efficaci. Una Unione economica e monetaria più completa sarà una base migliore per un’economia della zona euro stabile e resistente che contribuisca alla crescita economica globale e alla stabilità finanziaria”.  “L’ampia espansione in corso invita anche alla ricostruzione di buffer fiscali”, insiste Draghi, nel sottolineare che “questo è particolarmente importante nei paesi dove il debito pubblico alto e per i quali la piena aderenza al patto di Stabilità e crescita è critica per la salvaguardia di solide posizioni fiscali”.

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