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Calabria

Catanzaro, integrazione Pugliese-Mater Domini; D’Ippolito (M5S): “Utile solo ai ‘baroni’”

fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di NeC

“Il presidente del consiglio regionale della Calabria, Nicola Irto, spieghi perché la proposta di legge sull’integrazione tra l’ospedale e il policlinico universitario di Catanzaro è finita per direttissima in commissione Sanità, mentre da anni resta congelata quella sul riassetto delle aziende sanitarie promossa dalla collega deputata Dalila Nesci e dall’intero Movimento 5stelle con oltre 5mila firme di calabresi”. Lo afferma, in una nota, il deputato M5s Giuseppe D’Ippolito. “Nei mesi scorsi il presidente Irto – aggiunge – mi disse che l’iter della nostra proposta non poteva continuare poiché la Calabria è commissariata per il rientro dal disavanzo sanitario. Ritenni l’argomento del tutto infondato, il che confermo, oggi definendolo perfino pretestuoso alla luce del rapido avanzamento del disegno di legge con cui i vecchi partiti presenti in Consiglio regionale intendono favorire il policlinico universitario Mater Domini a discapito dell’ospedale catanzarese Pugliese-Ciaccio”. “A costo zero, la nostra proposta garantirebbe invece risparmi milionari – continua il parlamentare 5 Stelle – e faciliterebbe la gestione delle aziende del Servizio sanitario regionale, che da 9 diventerebbero 7, con una netta divisione dei compiti tra le 3 ospedaliere e le 3 territoriali previste. Di contro il provvedimento sulla riferita integrazione, ora all’esame della commissione consiliare Sanità, punta soltanto a mantenere la bella vita di baroni del policlinico universitario, che non ha Pronto soccorso, non fa emergenza e presenta conti in rosso fisso, pur ricevendo dal 2012 un illecito surplus di finanziamento regionale”. “Oltretutto – conclude D’Ippolito – la proposta di legge in questione schiaccia l’ospedale lametino, invece centrale per l’intero territorio, relegandolo all’inaccettabile ruolo di poco più di un lazzaretto, a riprova che la politica catanzarese persegue i propri interessi di potere cercando di affossare i servizi di Lamezia Terme”.