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Paesi Bassi: Russia conferma che tecnici espulsi avevano passaporti diplomatici

Secondo Mosca gli esperti stavano svolgendo operazioni di routine per testare sicurezza delle proprie sedi diplomatiche nel paese
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino/Sputnik
di AGV - Agenzia Giornalistica il Velino/Sputnik

I cittadini russi che sono stati fermati a L’Aia ed espulsi dai Paesi Bassi lo scorso aprile avevano passaporti diplomatici ed erano in viaggio di lavoro per testare la sicurezza informatica nelle sedi diplomatiche russe nel paese. È quanto i legge in una nota del ministero degli esteri russo diffusa oggi a Mosca.  Lo scorso giovedì il ministro della Difesa olandese Ank Bijleveld ha dichiarato che quattro cittadini russi sono stati espulsi dai Paesi Bassi il 13 aprile per sospetto tentativo di attacco informatico contro l’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche (Opcw), osservando che i sospettati avevano passaporti diplomatici.

”Non c’era nulla di segreto nel viaggio del gruppo di specialisti: si trattava di un viaggio di lavoro completamente aperto e di routine: i membri del gruppo avevano infatti passaporti diplomatici come è comune nelle pratiche internazionali”, si legge nella nota. “L’attrezzatura tecnica sequestrata agli esperti russi al momento della loro detenzione era destinata ad analizzare la sicurezza delle reti informatiche presso le missioni diplomatiche russe alla luce dei frequenti attacchi di hacker contro le istituzioni statali”, ha sottolineato il ministero.

The Russian nationals who were detained in the Hague and expelled from the Netherlands had diplomatic passports as they were on a working trip to test cybersecurity at the Russian diplomatic missions in the country, the Russian Foreign Ministry said Monday. Last Thursday, Dutch Defense Minister Ank Bijleveld said that four Russian citizens had been expelled from the Netherlands on April 13 on suspicion of an attempted cyberattack on the Organisation for the Prohibition of Chemical Weapons (OPCW), noting that the suspects had diplomatic passports.

 “There was nothing secret about the trip of the group of Russian technical specialists. It was a completely open and routine working trip. The members of the group indeed had diplomatic passports as it is common in international practice,” the ministry said at a press briefing. “The technical equipment seized from the Russian experts at the time of their detention was intended for analyzing the security of computer networks at the Russian diplomatic missions in light of the frequent hacking attacks on Russian state institutions,” the ministry stressed.

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