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Calabria

Evasione fiscale e bancarotta nel Vibonese, sequestrati beni per 2,3 milioni

Operazione delle fiamme gialle interessa nota famiglia di imprenditori di Pizzo Calabro
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di NeC

Imposte non versate per oltre un milione di euro e bancarotta fraudolenta. Sotto le accuse alla base dell’operazione scattata lunedì mattina dai finanzieri del comando provinciale di Vibo Valentia e che ha portato al sequestro preventivo di due società e dei relativi complessi aziendali riconducibili a sette persone che appartengono ad una nota famiglia di imprenditori di Pizzo Calabro che opera nel settore delle grande ristorazione. Complessivamente il provvedimento ha interessato beni per un importo di oltre 2,3 milioni di euro. L’operazione rappresenta l’epilogo di una complessa attività d’indagine in materia economico-finanziaria svolta nel settore fallimentare, eseguita dalle fiamme gialle sotto la costante direzione del sostituto procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, dottoressa Benedetta Callea.

La meticolosa inchiesta, condotta dai militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, ha permesso di disvelare un fraudolento sistema che ha condotto un’impresa al fallimento, distraendone rami aziendali produttivi, attraverso la scissione e la cessione degli stessi ad altre società appositamente create, generando una “scatola vuota”, depredata e gravata da soli debiti. I diversi amministratori di fatto e di diritto, nominati nel tempo, tutti indagati, hanno condotto al fallimento la prima impresa attraverso il sistema della spoliazione dell’attivo patrimoniale, mediante la creazione di due aziende gemelle della fallita, operanti nel medesimo settore economico, nelle quali venivano fatti confluire beni e poste attive, con l’unico intento di non soddisfare le pretese creditorie accumulate, tra cui in modo principale l’erario.

Per tale motivo, in esecuzione del provvedimento emesso dall’Autorità giudiziaria, i finanzieri hanno sottoposto a sequestro, finalizzato alla successiva confisca, un bar, 4 immobili, disponibilità finanziarie ed un veicolo, al fine di garantire il ceto creditorio e la corretta pretesa erariale, poiché l’impresa aveva parimenti sottratto al fisco oltre 1 milione di euro di imposte non versate. L’operazione conclusa si inserisce pienamente nell’ampio dispositivo trasversale ed unitario di natura economico-finanziaria, messo in atto quotidianamente dalla Guardia di Finanza a tutela dell’erario, dei creditori e delle imprese sane, in un territorio che vede anche una diffusa presenza della criminalità organizzata.