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Politica, Manovra

Def, Moscovici: no sanzioni Ue ma italiani non si indebitino, è il popolo che paga

Salvini e Di Maio non si fermano: Italia pagherà il suo debito. Abbiamo fatto il bene degli italiani e il più grande piano di investimento degli ultimi anni
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di esp

La quadra trovata dal governo sul Def dopo aver sfondato la ‘trincea’ di Tria ha le sue prime ripercussioni sui mercati. Lo spread tra Btp e Bund tedeschi arriva a supera la soglia – secondo Bloomberg – di 270 punti base alla riapertura delle Borse sul differenziale sulla scadenza a dieci ann. La linea Di Maio-Salvini infatti, se da una parte porta a casa reddito di cittadinanza, abolizione della Fornero e aliquota al 15%, dall’altra costringe il Tesoro a portare il rapporto tra deficit e Prodotto interno lordo al 2,4% nel prossimo triennio. Sul titolo a due anni il differenziale si allarga fino a 160 punti base, per poi ritracciare leggermente e mantenere dunque le distanze rispetto al titolo decennale.

E non tarda ad arricare il monito europeo. A parlare è il commissario europeo Pierre Moscovici, responsabile Ue agli Affari economici in un’intervista a Bfm Tv e Rmc Info: “Non abbiamo alcun interesse ad aprire una crisi tra l’Italia e la Commissione, ma non abbiamo neanche interesse a che l’Italia non riduca il suo debito pubblico, che rimane esplosivo”.”Se gli italiani continuano a indebitarsi – afferma ancora – succede che a un certo momento il tasso di interesse aumenta, il servizio del debito diventa più esigente, e quindi ogni euro viene destinato al rimborso del debito”. Secondo Moscovici “occorre che gli italiani non si sbaglino destinando un euro in meno per le autostrade, un euro in meno per l’istruzione, un euro in meno per la giustizia sociale. Quando si è indebitati si è incatenati e non si può agire. Non c’è più margine per i servizi pubblici”. Moscovici ribadisce poi, che “non è il burocrate di Bruxelles che parla. Sono convinto che non è nell’interesse dell’Italia e degli italiani indebitarsi” perchè “alla fine è sempre il popolo che paga”. E in merito alla possibilità che Bruxelles possa applicare sanzioni secondo il commissario “aono teoricamente possibili, è previsto dai trattati ma io non sono nello spirito da sanzioni, non lo sono mai stato”.

Non si fermano i due leader del governo giallo-verde: “Noi tiriamo avanti. Pensiamo di lavorare bene per la crescita del Paese”, ribadisce Salvini. “Vogliamo dare lavoro ai giovani, lo spiegheremo a Bruxelles. E ridare fiducia, speranza, energia. E quindi sono felice di quello che abbiamo fatto in questi quattro mesi e di quello che faremo nei prossimi quattro anni”. A replicare invece sulle reazioni dei mercati è il ministro del Lavoro, Luigi Di Maio: “non sono preoccupato perché nei prossimi giorni vogliamo incontrare tutti i soggetti pubblici e privati che rappresentano la realtà del mercato e ribadire che nel 2,4%” ci sono anche “15 miliardi di euro di investimenti, è il più grande piano di investimenti mai fatto in Italia”. Di Maio precisa poi che cosnidera il discorso del commissario “interlocutorio”. “Sono legittime le preoccupazioni, ma il governo si è impegnato a mantenere il 2,4% in tre anni, abbiamo intenzione di pagare il debito e il debito scenderà”.

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