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Calabria

Calabria, Rizzo ai deputati M5S: “Gestione rifiuti esemplare”

Replica dell’assessore regionale all’Ambiente
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di NeC

“Le affermazioni apparse sulla vostra testata, a firma dei deputati d’Ippolito e Parentela oltre ad essere contradditorie, inesatte e impregnate di sensazionalismo oscurantista che caratterizza la propaganda dei 5stelle, sono soprattutto dannoso per la Calabria e per i calabresi tutti”. Lo afferma in una nota l’assessore all’Ambiente della Regione Calabria, Antonella Rizzo. “Colpisce, in modo particolare – sottolinea – l’epilogo con l’invocata prospettiva di un nuovo commissariamento dei rifiuti, dopo averne essi stessi conclamato la fallimentare gestione durata ben 16 anni. Nello schizofrenico tentativo di demolire l’operato del governo regionale l’unica affermazione vera, è proprio la critica alla cessata gestione commissariale che, lungi dall’avere risolto l’emergenza ambientale, ha semmai acuito il divario con le altre regioni italiane”. “Ebbene, dopo quattro anni di governo e di incessante impegno e lavoro – afferma ancora Rizzo – per ricondurre la gestione dei rifiuti urbani alla dimensione ordinaria, la Calabria e i calabresi non meritano una nuova emergenza inventata ad arte, con spreco di risorse di denaro pubblico e con il ricorso a deroghe al limite della legittimità. Semmai la Calabria deve continuare a seguire la strada oramai tracciata che, contrariamente a quanto riportato nell’articolo, ha consentito di raggiungere importanti e insperabili risultati”.

“E veniamo ai dati reali e non a quelli artefatti e confusi degli onorevoli 5 Stelle – prosegue l’assessore -, che sembrano aver dimenticato essere organi di Governo e purtroppo, appaiono ancora agganciati alla logica della propaganda elettorale. La strategia rifiuti zero sulla quale è improntata la nuova pianificazione regionale nel settore dei rifiuti, con un Piano di gestione dei rifiuti approvato nel 2016, per la prima volta a valle di un processo condiviso e partecipato con i territori, gli operatori del settore e gli amministratori locali, è sicuramente una strategia a lungo termine che passa attraverso una normalizzazione del sistema e la messa in campo di azioni sinergiche”.

“A distanza di poco meno di due anni dall’approvazione del piano – sostiene Rizzo – i risultati sono indubbiamente incoraggianti. Nell’articolo si afferma che la raccolta differenziata è molto al di sotto degli obiettivi prefissati. Evidentemente ai nostri è sfuggito l’inesorabile trend positivo degli ultimi anni: 14,8% nel 2013, 18,6% del 2014, 25% nel 2015, 33% nel 2016 e 40% nel 2017. I dati forniti dalla struttura regionale mostrano per l’anno in corso un ulteriore incremento: il raggiungimento dell’obiettivo del 45% di raccolta differenziata previsto per il 2018 nel Piano regionale è un traguardo sicuro, così come è a portata di mano il raggiungimento del target del Piano del 65% di raccolta differenziata al 2020”.

“Ciò in disparte dalla lamentata cattiva gestione degli imballaggi secondari e terziari – prosegue – erroneamente imputata alla Regione, di competenza del sistema delle imprese e quindi al di fuori del servizio pubblico di gestione dei rifiuti. Cosa dovrebbero dunque chiedere i solerti deputati pentastellati al ministro Costa, posto che il Piano regionale di gestione dei rifiuti è stato valutato positivamente e in tempi record dalla Commissione Europea ed è stato il fiore all’occhiello dello stesso ministero dell’Ambiente per la celerità e il consenso unanime che ha ricevuto?! Tanto più con una tabella di marcia degli obiettivi perfettamente rispettata”.

“Sulla circostanza del quadro impiantistico carente – sostiene ancora Rizzo – la Regione non ha mai fatto mistero. Gli impianti pubblici ereditati dalla gestione commissariale si presentavano a tecnologia obsoleta e fortemente ammalorati per scarsa manutenzione. Importanti interventi di riefficientamento sono stati effettuati sugli impianti pubblici e con l’apporto della rete privata dichiarata di interesse pubblico con legge regionale, si è soddisfatta nel 2017 l’intera domanda di trattamento in ambito regionale”. “La cartina al tornasole, di una gestione del rifiuto finalmente allineata alla normativa nazionale ed europea – sottolinea l’assessore – è data dai numeri del compostaggio della frazione umida della raccolta differenziata: dalle 25.000 t di umido trattate nel 2013, si è passati alle oltre 130.000 t del 2017 con valori ancora crescenti per il 2018. Per non parlare del divieto di smaltire direttamente il tal quale in discarica, pratica comunemente abusata nel periodo commissariale con gravi ripercussioni ambientali e con un effetto distorsivo sui costi complessivi della gestione dei rifiuti, drogati al ribasso sia per i costi notoriamente più ridotti nel caso di ricorso alla discarica, sia per l’effetto calmierante della tariffe imposte dal commissario di governo”.

“Che il Piano regionale di gestione dei rifiuti non sia affatto lettera morta – prosegue – lo dimostrano dunque i fatti. Oltre al trend positivo della raccolta differenziata, sostenuto dalla Regione anche con l’erogazione di finanziamenti concessi ai Comuni con il fondi del Por Calabria 2014-2020, sono in corso di realizzazione 3 delle nuove e moderne piattaforme di recupero previste nella nuova pianificazione regionale a Reggio Calabria, a Rossano e a Catanzaro. Per quelle di Cosenza e Vibo Valentia si sta procedendo alla scelta del sito di ubicazione con il coinvolgimento di tutte le amministrazioni comunali”.

“La risorsa finanziaria – annuncia Rizzo – è già stata programmata e sono state reperiti i fondi per realizzarle. Parimenti è stata reperita la risorsa finanziaria per trasformare l’esistente impianto di Siderno in un’altrettanta moderna piattaforma di recupero. Per le nuove piattaforme di Lamezia Terme e Crotone nel Piano è prevista la delocalizzazione e saranno realizzate dalle ormai costituite Comunità d’Ambito, enti di governo degli ambiti, prossime oramai all’operatività dopo un lungo e defaticante processo di riordino della governance condotto per allineare la Calabria alla normativa nazionale sui servizi pubblici locali”.

“Tantomeno risponde al vero – aggiunge – l’affermazione sulla presunta mancanza dell’Autorizzazione integrata ambientale degli impianti pubblici che al contrario sono tutti dotati di Aia e gestiti da operatori economici finalmente affidatari attraverso procedure di evidenza pubblica. Per la prima volta, con questa amministrazione regionale, sono state esperite le gare e non si è fatto ricorso, al contrario di quanto avveniva all’epoca dell’auspicato commissariamento, ad affidamenti diretti”. “Viene quindi da pensare – conclude l’assessore regionale all’Ambiente – come sia difficile costruire percorsi condivisi nella trasparenza, con il coraggio delle idee e la forza dei programmi e, come sia invece semplice distruggere, attraverso la banalizzazione dei fatti, l’ipocrita lettura degli eventi e la costante vocazione della ricerca della propaganda elettorale, il serio lavoro di normalizzazione del settore rifiuti della Regione Calabria”.