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Politica

Def, Brunetta: Conte anticipi presentazione della Nota di Aggiornamento

fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

“Il costante peggioramento dello spread e dei rendimenti sui titoli di Stato italiani che si sta registrando negli ultimi giorni lascia presagire un settembre nerissimo per i nostri conti pubblici e i nostri BTP. Se ne sono accorti finalmente anche i membri del governo, dal sottosegretario alla presidenza Giancarlo Giorgetti al ministro Paolo Savona, che hanno confidato alla stampa di temere un attacco speculativo contro l’Italia già nelle prossime settimane”. Lo scrive Renato Brunetta su Freeones on line. “La cosa paradossale è leggere come il timore di una nuova crisi del debito italiano venga evocato proprio da coloro che hanno fatto di tutto per causare questo stato di cose. Ha davvero dell’incredibile leggere oggi il ministro Savona (non ce ne voglia) paventare un attacco speculativo quando tutti sanno che la prima ondata di sell-off sui BTP è stata innescata proprio dalla pubblicazione sulla stampa internazionale del suo famoso e magari innocente ‘Piano-B’ di uscita dall’euro in una sola notte. Evidentemente, la lezione non è servita, dal momento che l’amico Savona è ritornato ancora oggi sullo stesso tema, dichiarando che tutti gli Stati, in fondo, hanno un piano B di uscita dall’Euro, Germania compresa. Una affermazione che non sembra avere fondamento alcuno. Fra l’altro, vorremmo ricordare al professor Savona che se c’è una categoria della quale non deve aver paura, in questo momento, sono proprio gli speculatori, dal momento che questi investitori (particolari) comprano quando tutti vendono e viceversa. Quelli che stanno vendendo in questi giorni, invece, sono semplicemente gli investitori più accorti, che hanno paura di perdere i loro soldi per via della scarsa reputazione di cui gode il governo italiano”.



“Evidentemente, prosegue Brunetta, quello che il ministro Savona e gli altri esponenti del governo giallo-verde continuano a non capire, è l’importanza che le loro dichiarazioni hanno agli occhi degli investitori internazionali, abituati a prendere le loro decisioni sulla base di quanto detto dai principali attori della politica e della finanza mondiale. Basterebbe che i nostri eroi al governo studiassero con attenzione, ad esempio, la cura con la quale le banche centrali scrivono i loro comunicati stampa, ponderando ogni parola in maniera da essere sicuri che venga interpretata correttamente dai mercati, o che prendessero esempio dai funzionari americani, che fanno dichiarazioni davanti ai grafici dei mercati, per essere sicuri di essere ben capiti.

Nell’esecutivo italiano, invece, regna una totale anarchia, dove chiunque rilascia dichiarazioni ad alto impatto sui mercati, senza coordinamento, senza valutarne gli effetti e in contraddizione le une con le altre. Se ne sono accorti gli osservatori internazionali, come il Fondo Monetario e Moody’s, costretti a posticipare il loro giudizio sull’Italia per manifesta incapacità di capire la politica economica del governo. Un fatto senza precedenti, che mostra tutta la confusione comunicazionale in campo economico che regna a palazzo Chigi”.



“Purtroppo, a parlare chiaro, invece, sono gli ultimi dati macroeconomici, con il tasso di crescita del Pil rivisto al ribasso da tutte le agenzie internazionali, verso la deludente soglia dell’1,0%. Un dato che crea, assieme all’aumento delle spese per interessi sul debito causato dall’aumento dello spread, grosse difficoltà al governo Conte nella prossima Legge di Bilancio, che partirà quindi con maggiori spese da finanziare e minori risorse derivanti dal ciclo economico sfavorevole.

Al presidente del Consiglio Giuseppe Conte suggeriamo di anticipare alla prima settimana di settembre la presentazione della Nota di Aggiornamento al DEF, con il nuovo quadro macroeconomico e il quadro programmatico di finanza pubblica contenente un rapporto deficit/Pil rigoroso e non superiore all’1,0%. E’ questo l’unico modo per cercare di rassicurare gli investitori, dando un segnale tangibile di serietà e di impegno a rispettare i vincoli europei di finanza pubblica, prima che sia troppo tardi. Certamente, con un quadro del genere salterebbero tutte le promesse elettorali fatte da Lega e Movimento Cinque Stelle. Almeno, però, si salverebbe l’Italia”.

Agli altri esponenti del governo, invece, vorremmo suggerire un “tutti zitti” sui temi economici. L’unico esponente titolato a parlare della materia deve essere il ministro dell’economia Giovanni Tria, che ha più volte dimostrato in passato di essere l’unico interlocutore credibile davanti agli investitori esteri, a differenza di tutti gli altri che, con dichiarazioni fuori luogo e fuori tempo, hanno solo provocato danni miliarda”