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Economia

Ripresa economica, Bce: «Italia e Spagna con il freno a mano»

Nell'ultimo bollettino della Banca centrale europea emerge che i due Paesi fanno fatica a recuperare su consumi e redditi. Confermata la politica monetaria favorevole al mantenimento del tasso d'inflazione
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di ppl

La ripresa c’è ma è inferiore al ritmo registrano lo scorso anno e non tutti i Paesi camminano con lo stesso passo. Tra questi ultimi Italia e Spagna sono quelli che stentano maggiormente a recuperare il terreno perso nel corso della crisi che ha colpito il Vecchio Continente. È in sintesi l’analisi che emerge dal bollettino economico della Banca centrale europea sullo stato di salute dell’eurozona. Stando a quanto riportato nella nota emessa dai tecnici di Francoforte, due i fattori che dimostrerebbero la lentezza nella ripresa italiana e spagnola – tra essi concatenati – i consumi e i redditi reali da lavoro. Sia in un caso che nell’altro i due Paesi accuserebbero ritardi. «I consumi in Italia e in Spagna – si legge nel rapporto – non hanno ancora evidenziato una completa ripresa» rispetto al periodo pre-crisi. A differenza, ad esempio, di Germania e Francia in cui i consumi registrano un incremento di circa 10 punti percentuali in più. Stesso discorso per i redditi da lavoro dipendente che, nel caso di Italia e Spagna, «permangono significativamente inferiori rispetto a prima della crisi a causa della moderazione salariale indotta dalla crisi e della disoccupazione rimasta su livelli elevati».

Ma se in generale nell’Eurozona si registra il perdurare della crescita definita «solida» questa non marcia ai ritmi attesi, anzi denota un rallentamento rispetto al 2017. Secondo gli analisti della Bce, «questa attenuazione» dipenderebbe «soprattutto al più debole stimolo derivante dal commercio con l’estero, in precedenza molto vigoroso a cui si aggiungono gli effetti di una maggiore incertezza e di alcuni fattori temporanei dal lato dell’offerta, sia a livello interno sia a livello mondiale».

Dunque a condizionare la crescita potrebbe aver pesato anche la guerra di dazi in atto e scatenata dalla politica neo-protezionistica di Donald Trump che potrebbe aver irrigidito gli scambi commerciali tra i Paesi europei e i mercati statunitensi. Anche se non mancano le note positive sia sul fronte dei cittadini che su quello delle imprese. «I consumi privati – scrivono gli analisti a proposito della condizione economica dei cittadini europei – continuano a essere sostenuti dal perdurante aumento dell’occupazione, a sua volta in parte riconducibile alle passate riforme del mercato del lavoro, e dalla crescente ricchezza delle famiglie».

E sulle imprese si registrano dati positivi sugli investimenti che «beneficiano di condizioni di finanziamento favorevoli, dell’aumento della redditività delle imprese e del vigore della domanda». «Gli investimenti nell’edilizia residenziale – aggiungono – restano robusti. In aggiunta, l’espansione generalizzata della domanda mondiale dovrebbe proseguire, sospingendo così le esportazioni dell’area dell’euro». Da questa analisi sullo stato di salute dell’economia europea, gli estensori del Bollettino confermano quanto in realtà è stato deciso nel corso dell’ultima riunione del direttivo della Bce: «lasciare invariati i tassi di interesse di riferimento della Bce e continua ad attendersi che si mantengano sui livelli attuali almeno fino all’estate del 2019 e in ogni caso finché necessario per assicurare che l’inflazione continui stabilmente a convergere su livelli inferiori ma prossimi al 2% nel medio termine». Un’altra decisione già acquisita e confermata resta quella di mantenere la strategia politica di Quantitative easing (Qe). Almeno nel breve periodo:«Quanto alle misure non convenzionali di politica monetaria – si legge nel bollettino a questo proposito – il Consiglio direttivo ha confermato che l’Eurosistema continuerà a effettuare acquisti netti nell’ambito del Programma di acquisto di attività (Paa) all’attuale ritmo mensile di 30 miliardi di euro sino alla fine di settembre 2018».

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