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Cronaca

Rogo di Bologna, danni per dieci milioni

Prime stime del Comune sui danni causati dall'incidente in cui ha perso la vita l'autista 42enne Andrea Anzolin. Prosegue l'indagine della Procura per comprendere le ragioni che hanno impedito all'uomo di fermare il suo mezzo
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di ppl

Continuano serrati i lavori per ripristinare i danni causati dalla forte esplosione che lunedì scorso ha devastato Borgo Panigale, periferia popolare di Bologna. Un boato causato dall’incendio seguito l’incidente avvenuto sul raccordo autostradale sull’A14 in cui ha perso la vita il 42enne Andrea Anzolin, l’autista dell’autocisterna che – per cause ancora in corso di accertamento – ha tamponato violentemente un tir fermo in colonna sulla tangenziale. Si cerca di riportare tutto alla normalità anche se nella zona si respira ancora l’aria acre seguita alla deflagrazione che ha provocato anche il ferimento di oltre cento persone – da cui alcuni, i più gravi, martedì mattina il premier Giuseppe Conte è andato in visita – e il danneggiamento di strutture pubbliche e private.

E proprio per comprendere l’entità dei danni, il Comune ha cercato di tirare un primo bilancio. Stando a quanto riferito dall’assessore alla protezione civile del Comune di Bologna Alberto Aitini, la stima potrebbe superare i dieci milioni di euro. Per Aitini, infatti, solo i danni causati alle due concessionarie d’auto devastate dall’incendio sarebbe di “5 milioni di euro”. A questa cifra si aggiungerebbero i danni provocati a “negozi, case” della zona. Mentre restano da quantificare ancora l’ammontare delle risorse necessarie a ripristinare “due scuole della zona” e alla sede comunale del quartiere di Borgo Panigale. Senza contare, i danni registrati al sistema di illuminazione della zona.

Anche sul fronte dell’inchiesta aperta della Procura di Bologna si continua a lavorare per comprendere eventuali responsabilità sulla tragedia avvenuta lunedì scorso. Si cerca di capire come mai l’autista dell’autocisterna, considerato esperto, non abbia arrestato la marcia del suo mezzo e così avrebbe innescato il tamponamento a catena e la conseguente esplosione del tir che trasportava gpl. Le ipotesi al vaglio degli inquirenti restano quelle di un malore, un colpo di sonno o una semplice disattenzione dell’uomo alla guida dell’autocisterna.

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