Did you know we have an international section? Click here to read our news in your english!
X

Accedi

Esteri

Crimea, Dzhabarov: «Russia pronta a sanzioni di ritorsione contro Ue»

L'esponente del governo di Putin ha annunciato una risposta alla decisione di Bruxelles di estendere le sanzioni per l'annessione “illegale” della penisola: «Adotteremo contromisure se utili per la nostra economia»
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino/Sputinik
di ppl

La Russia potrebbe imporre contro-sanzioni nei confronti delle imprese europee in risposta all’estensione delle misure restrittive dell’Ue sulla questione della Crimea, se questa decisione comporterà vantaggi per l’economia del Paese, lo ha detto a Sputnik Vladimir Dzhabarov, vicepresidente della commissione Esteri del Consiglio della Federazione russa. L’Unione europea ha recentemente introdotto misure restrittive nei confronti di sei compagnie russe per “l’annessione illegale” della Crimea e la costruzione del ponte di Kerch che collega la Russia alla penisola di Crimea. “La Russia imporrà sanzioni di ritorsione contro le compagnie europee che operano in Russia, se queste non danneggiano l’economia russa e ne poteranno benefici”, ha detto Dzhabarov.

Secondo la Gazzetta ufficiale dell’Unione europea, rilasciata all’inizio della giornata, le nuove sanzioni UE riguarderanno Ao Institute Giprostroymost – San Pietroburgo, PJSC Mostotrest, JSC Zaliv Shipyard, Stroygazmontazh Corporation (Gruppo SGM), Stroygazmontazh Most OOO e CJSC VAD che hanno partecipato alla costruzione del ponte di Kerch e dell’autostrada di Tavrida. Il 15 maggio, il presidente russo Vladimir Putin ha inaugurato la sezione stradale del ponte di Crimea, che ha aperto al traffico automobilistico il giorno seguente. Il ponte di Crimea, che collega la penisola russa sud-occidentale con il territorio di Krasnodar, con i suoi 19 chilometri (11,8 miglia) è il più lungo della Russia. Il ponte doveva inizialmente aprire al traffico di veicoli il prossimo dicembre, ma la costruzione è finita prima del previsto.

La Crimea è rientrata in Russia nel 2014, quando circa il 97 per cento degli abitanti della penisola ha votato in un referendum a favore della decisione. La riunificazione non è stata riconosciuta né da Kiev né dalla maggioranza dei Paesi occidentali, che continuano a considerare la Crimea come territorio ucraino. La Russia ha ripetutamente affermato che il voto si è svolto in conformità del diritto internazionale e in seguito a una procedura democratica.

Russia might impose counter-sanctions against European companies in response to the expansion of EU restrictive measures over the Crimea issue, if this move meets the interests of the country’s economy, Vladimir Dzhabarov, first deputy head of the Russian upper house’s International Committee, told Sputnik on Tuesday. The European Union has recently introduced restrictive measures against six Russian companies over the “illegal annexation” of Crimea and construction of the Kerch Bridge connecting Russia to the Crimean Peninsula. “Russia will impose retaliatory sanctions against European companies operating in Russia, if it does not harm the Russian economy and benefits it,” Dzhabarov said.

According to the Official Journal of the European Union, released earlier in the day, new EU sanctions will target AO Institute Giprostroymost — Saint-Petersburg, PJSC Mostotrest, JSC Zaliv Shipyard, Stroygazmontazh Corporation (SGM Group), Stroygazmontazh Most OOO and CJSC VAD which participated in the construction of the Kerch Bridge and the Tavrida Highway over it. On May 15, Russian President Vladimir Putin inaugurated the road section of the Crimean Bridge, which opened to automobile traffic the following day.

The Crimean Bridge, which connects the Russian southwestern peninsula with the Krasnodar Territory, is the longest in Russia at 19 kilometers (11.8 miles). The bridge was initially supposed to open for vehicle traffic in next December, but construction finished ahead of schedule. Crimea rejoined Russia in 2014, when about 97 percent of the peninsula’s residents voted in favor of the move in a referendum. The reunification was not recognized either by Kiev or by the majority of Western countries, which continue considering Crimea Ukrainian territory. Russia has repeatedly said that the vote was held in compliance with international law and following a democratic procedure.

Notizie correlate