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Calabria

Cosenza, 2 agosto finissage ultima residenza artistica

Cosenza, 2 agosto finissage ultima residenza artistica
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di NeC

“Si terrà giovedì 2 agosto alle 18, alla presenza del sindaco Mario Occhiuto, il finissage dell’ultima residenza artistica che, presso i BoCs Art, aveva avuto avvio lo scorso 16 luglio”. È quanto si legge in una nota stampa del Comune di Cosenza. “Molto particolare, anche in questo caso – spiega la nota -, l’indirizzo che ha caratterizzato tale sessione. Il professore Giacinto Di Pietrantonio, al quale il sindaco Mario Occhiuto ha affidato la direzione della nuova fase, ha inteso intitolare l’intero ciclo delle residenze ‘La città del sole’, in omaggio alla visionarietà utopica di Tommaso Campanella che ben si cala all’interno della rigenerazione urbana in cui rientra il progetto BoCs Art. Nella sua seconda residenza cosentina, quella che si concluderà appunto il prossimo giovedì, Di Pietrantonio ha incaricato i quattro curatori Roberta Aureli, Simone Ciglia, Caterina Molteni e Alberta Romano di invitare, ognuno di loro, quattro artisti, oltre a quelli chiamati a partecipare dallo stesso Di Pietrantonio. Le scelte curatoriali si sono orientate verso la generazione artistica emergente in Italia e all’estero, nata fra la seconda metà degli anni Ottanta e i primi anni Novanta”. “I curatori e gli artisti, per l’intero periodo di permanenza, hanno come sempre interagito con il territorio e ogni artista, nel corso del finissage, presenterà una sua opera realizzata nei giorni di residenza, che sarà poi successivamente esposta nel BoCs Art Museum di Cosenza per essere in seguito data in comodato ai cittadini. Come già annunciato, infatti, proprio i cittadini diventeranno depositari delle opere, esponendole nelle loro case e impegnandosi a renderle visibili in occasione di eventi e giornate dedicate. L’idea – conclude la nota -, pensata da Giacinto di Pietrantonio, prevede appunto l’innovativo coinvolgimento dei cittadini e delle istituzioni, chiamati a collaborare e ad essere ‘custodi’ e divulgatori nei confronti della comunità del territorio. In questo modo si mira a creare un museo diffuso pubblico-privato”.

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