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Agroalimentare

Unci Agroalimentare, ben vengano economia circolare e Green Economy

fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino/AGRICOLAE
di AGV - Agenzia Giornalistica il Velino/AGRICOLAE

L’ennesimo incendio doloso nella Terra dei Fuochi, l’ennesimo attentato all’ambiente e alla nostra salute deve necessariamente indurre a riflettere e tentare disperatamente un’inversione di marcia. Così non si può continuare.

L’ennesimo incendio doloso nella Terra dei Fuochi, l’ennesimo attentato all’ambiente e alla nostra salute deve necessariamente indurre a riflettere e tentare disperatamente un’inversione di marcia. Così non si può continuare. Così in una nota l’Unci Agroalimentare.

Il grave nuovo incendio di materiale (carta/plastica) che si è sviluppato a Caivano, lo scorso 25 luglio, in piena “Piana campana/Terra di lavoro” non fa che produrre altro inquinamento atmosferico e del suolo, e compromettere ulteriormente produzioni agricole sui quali ricadono gli inquinanti e aria che purtroppo i cittadini non possono fare a meno di respirare.

Tutto ciò non può non aprire una seria e serena discussione tra tutti gli i soggetti che a vario titolo si occupano dell’ambiente e nell’ambiente lavorano e traggono reddito perché la tutela ambientale è economia reale per i cittadini e gli operatori.

Avere cura dell’ambiente è investire sul nostro futuro e dei nostri figli. E proprio come per i figli, dell’ambiente occorre prendersi cura alla stregua di un bambino che va tutelato, accudito e ben indirizzato, così per l’ambiente occorre creare le condizioni per un futuro migliore.

Ben vengano quindi le iniziative delle Istituzioni e delle Organizzazioni finalizzate a lasciare in mano alle nuove generazioni un mondo migliore di quello che noi abbiamo ereditato e a preservarlo dagli attacchi cruenti della malavita organizzata da una politica poco accorta.

I cambiamenti climatici e le emergenze ambientali ci impongono un drastico cambiamento negli stili di vita. Un ritorno alla stagionalità nei consumi dei prodotti agroalimentari e alle peculiarità e tipicità locali fanno e danno modo ad una reale ripresa del nostro futuro passando per il nostro passato. Allo stesso modo occorre considerare non più rimandabile il recupero e il riuso dei materiali di scarto perché si inneschi la creazione di una sana “Economia Circolare”, sia a terra che in mare, dove non solo nulla deve andare sprecato, ma che rappresenti ulteriore ricchezza per noi e le future generazioni.