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Politica, Tav

Tav, governo diviso. M5S non la vuole, la Lega sì. E Conte ferma i cantieri

Toninelli: costosa e impattante. Salvini: andare avanti, arresteremo chi lancia i sassi
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di esp

La prima vera spaccatura del governo si gioca sulla Tav, la linea ad alta velocità Torino-Lione che da sempre è oggetto di contestazioni e polemiche, dentro e fuori alla politica. Se il Movimento Cinque Stelle non la vuole, la Lega è convinta invece della sua importanza. “La Tav non si ferma. Occorre andare avanti e non tornare indietro” è la posizione del leader della Lega Matteo Salvini sulla polemica della Tav. Dopo che il premier Giuseppe Conte ha fermato i cantieri accontentando Luigi Di Maio. Il ministro delle Infrastrutture è stato chiaro: La Tav è un’opera “che abbiamo ereditato. Quando è nata, se ci fosse stato il M5s al governo, non sarebbe mai stata concepita in questa maniera, così impattante, così costosa”.

Ma Salvini non cede: “L’opera serve e se per caso da un’analisi attualizzata del 2018 non serve, costa di più bloccarla che non proseguirla? Questo è il ragionamento che varrà su tutto, analisi costi benefici, la Tav, la Tap, la Pedemontana, Terzo Valico. Questo c’è scritto e questo faremo. C’è l’analisi costi-benefici, non è che faccio pagare agli italiani miliardi”, aggiunge Salvini. E a scanso di equivoci il ministro dell’Interno avverte: “La polizia continuerà ad arrestare chi lancia sassi contro i lavoratori”.

 

 

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