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Esteri

Helsinki, stretta di mano tra Putin e Trump e “basta con la guerra fredda”. E promettono di “vedersi più spesso”

I due leader parlano di tutto, dalla Siria all'Iran fino al Russiagate. E decidono di istituire un gruppo di business congiunto per lo sviluppo del commercio e degli investimenti reciproci
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Una stretta di mano e ‘basta con la guerra fredda’. L’incontro a Helsinki tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il leader russo Vladimir Putin “è un buon inizio”, “un primo passo avanti verso un futuro più luminoso”. E si parla di tutto, anche del Russiagate. Un faccia a faccia di due ore con cui “aprire nuove strade verso la pace e la stabilità del mondo”. Con la promessa di “vedersi più spesso: “

“Sono qui per portare avanti la linea della diplomazia americana audace”, ha spiegato il presidente Usa al suo omologo russo precisando come “la guerra fredda è finita” e “le nostre relazioni sono cambiate. Da quattro ore a questa parte”.

Il presidente russo  e quello americano hanno deciso di istituire un gruppo di business congiunto che preparerà proposte per lo sviluppo del commercio e degli investimenti: “al fine di promuovere il commercio e gli investimenti reciproci – ha dichiarato Putin – abbiamo deciso di istituire un gruppo di alto livello che riunisca i ‘capitani del business russo e americano’, gli imprenditori sanno meglio come costruire una cooperazione reciprocamente vantaggiosa, pensino loro a cosa si può fare e facciano proposte in questo senso”.

I due leader hanno dichiarato di avere fatto “passi avanti contro al proliferazioni delle armi nucleari”. Se si sono sulla stessa linea per quanto riguarda la Siria per cui dicono “ora pace e collaborazione”, la cosa cambia per quanto riguarda l’Iran. Trump vorrebbe infatti mettere un freno al regime degli ayatollah “e alla sua violenza” mentre Putin con il trattato anti nucleare Teheran si sottopone a controlli.

Infine il tema del Russiagate: se il leader russo ha precisato che “la Russia non ha mai interferito con le elezioni americane”, il presidente Usa ha ribadito di aver battuto Hillary Clinton regolarmente. “E la gente lo sa”. L’inchiesta secondo Trump “è nata soltanto perché i Democratici hanno perso” e “non c’è stata collusione”. “Sono menzogne” anche per Putin: “Potremmo far venire gli uomini di Mueller nel nostro Paese, ma esistono delle convenzioni, dovremmo avere anche noi la possibilità poter interrogare cittadini americani coinvolti in vicende di spionaggio”. Trump infine, muovendo anche alcune critiche nei confronti dell’Fbi, ha precisato che: “Putin è stato molto convincente, si è offerto di collaborare”.


“Mi sono occupato di intelligence. Siamo uno stato democratico. Anche l’America lo è, non potete certo negarlo. La verità arriverà soltanto da un processo. L’ultima parola spetta soltanto a un tribunale. Ribadisco: c’è un trattato. Inviateci una richiesta e noi risponderemo. Anche noi potremmo però poi chiedere di interrogare cittadini statunitensi”, ha voluto ulteriormente precisare il leader del Cremlino spiegando ancora che non c’è mai stato alcun ricatto nei confronti del presidente Usa: “Non abbiamo materiale compromettente su di lui. Non sapevo neanche, quando non era presidente, che fosse a Mosca. Sono soltanto voci”.

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