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Ambiente ed Energia, ambiente

Costa: “35 videocamere sul Vesuvio sono il primo passo, daspo a chi inquina”

Per il ministro chi non ama il proprio territorio deve essere allontanato
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione Campania

“Nessuno di noi dimentica quello che è successo l’anno scorso, i tre incendi di luglio, la fatica, i contatti di giorno e notte, l’incontro con la Procura, la soddisfazione del primo arresto che ha significato molto, la macchina Stato ha iniziato a reagire subito”. Così il ministro all’Ambiente Sergio Costa presenziando, questa mattina, all’inaugurazione dell’impianto di videosorveglianza del Parco del Vesuvio. “Sono qui per iniziare un nuovo percorso – continua – 35 videocamere non risolvono il problema ma sono tanta cosa, una cosa del genere non è mai stata operativa. Mi aspetto come ministro che questo sistema ‘open’ cresca non solo nell’ente Parco del Vesuvio, ma nei Comuni. Mi aspetto come accaduto a Casalnuovo – ricorda Costa – 136 videotelecamere installate, che gli altri sindaci si aggancino e riservino quota parte per queste cose. Non costruiamo uno stato di polizia, chi non ha nulla da nascondere non protesta. E’ una forma di garanzia, non risolutiva, ma è l’inizio di un percorso. In un anno qualcosa è stato fatto: sono stati aperti due presidi dei vigili del fuoco sul Vesuvio per permettere l’intervento in maniera tempestiva”. Il ministro ha ricordato che la scorsa settimana è stato firmato, con il ministro dell’interno Matteo Salvini un protocollo d’intesa tra carabinieri e vigili del fuoco per annullare quel gap sul cambio di informazioni che si era verificata l’anno scorso. “Questo protocollo – sostiene Costa – già sta dando i primi risultati. Ora chiedo ai Comuni di fare supplemento e aiutarci a rendere più vivibile il nostro territorio dagli attacchi dei criminali ambientali e non solo. Chiedo anche se è possibile, con un progetto speciale, di rimuovere i rifiuti nel Parco nazionale del Vesuvio. Non dimentichiamo che l’anno scorso abbiamo visto che gli incendi provenivano anche dai rifiuti. Diamoci una mano e facciamo in modo che rifiuti non entrino proprio”. Infine il ministro ha ricordato che “dal punto di vista vegetale, fin dalla settimana dopo gli incendi, è iniziato il lavoro di ingegneria naturalistica a impatto zero per favorire il risveglio vegetazionale e la ripiantumazione. Per gli incendi di rifiuti, boschivi e chi inquina – ribadisce Costa concludendo – chiederò il daspo ambientale, chiedo che chi non ama il suo territorio vada via”.