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Stadio Roma, Radicali: “M5s responsabile del danno”

“Non fonte delle indagini della Corte dei Conti insieme a noi”
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

“Il progetto dello stadio della Roma è nato ed è stato sviluppato inseguendo l’interesse privato del suo promotore, in contrapposizione all’interesse della città. Nella delibera del consiglio comunale, che ha dichiarato di pubblico interesse l’opera, si legge piuttosto il danno che il progetto, una volta approvato, arrecherebbe alla città”, così in una nota Riccardo Magi, deputato di +Europa e segretario di Radicali Italiani e Francesco Mingiardi, membro di direzione di Radicali italiani. “L’interesse pubblico, a parole, dovrebbe essere lo sviluppo del quadrante di Tor di Valle. Le soluzioni proposte, tuttavia, sono in larga parte indefinite e per il resto del tutto inadeguate. Tra queste, lo sviluppo delle ferrovie Roma-Lido e Roma-Fiumicino, che è tecnicamente impossibile nei termini proposti nel progetto ed è del tutto a carico dell’Amministrazione. In questo modo il Comune da controllore diventerebbe debitore inadempiente, perché gli impegni sarebbero impossibili da mantenere. Tutto questo a fronte di opere e forniture per meno di 90 milioni di euro da parte di Eurnova: nulla al confronto del valore delle cubature promesse. Abbiamo sollevato queste obiezioni oltre un anno fa ai responsabili dell’amministrazione comunale alla Procura, all’ANAC e alla Corte dei conti. Sul fronte politico, chi tra i cinque stelle ha condiviso i nostri dubbi è stato cacciato dal movimento – sorte toccata a Cristina Grancio – nella totale assenza di opposizione. Quanto agli organi di controllo, dopo le indagini della Procura della Repubblica, il capo della Procura regionale della Corte dei conti ha ipotizzato un danno erariale proprio nei termini da noi descritti. Intanto le sorti di quello stadio sono tutt’altro che segnate, nonostante le momentanee difficoltà di Parnasi. Eppure le conseguenze delle criticità proposte prefigurano decenni di liti giudiziarie ed uno stadio che, quando mai si farà, sarà molto meno di quello che potrebbe essere con una pianificazione indissolubilmente legata all’interesse pubblico, oggi mortificato. In questo contesto, l’amministrazione a cinque stelle sarebbe la responsabile del danno che si verrebbe a creare non, come erroneamente riportato dalla stampa, la fonte – insieme a noi – delle indagini della Corte dei Conti”, concludono.

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