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Economia, Gioco d’azzardo

M5S: E’ moltiplicatore negativo dell’economia

Dl Diginità fondamentale, dopo liberalizzazione selvaggia è necessario che il settore rientri nei limiti fisiologici
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

“Lo stop alla pubblicità ed alle sponsorizzazioni legate al settore dell’ azzardo previsto nel Decreto Dignità è il primo passo fondamentale per combattere un fenomeno che è anche un moltiplicatore negativo dell’economia. Dopo la liberalizzazione selvaggia degli ultimi 15 anni è necessario che il settore rientri nei limiti fisiologici. Le liberalizzazioni selvagge iniziate nel 1999 e proseguite negli anni, nel 2017 hanno portato a dati allarmanti: 102 miliardi di euro azzardati, con solo 9 miliardi di entrate per lo Stato, dal settore online addirittura solo un ottantesimo torna alle casse pubbliche. L’Italia è il paese europeo dove si ‘azzarda’ di più in Europa, e il quarto al Mondo. Un record negativo”. Lo scrive il M5S in un post sul blog delle Stelle. “E’ un settore che colpisce sempre più il reddito delle famiglie, con danni pesanti anche per l’ economia sana e produttiva”, si legge nel post. “A tutti sarebbe utile approfondire, quanto spiega da anni il professor Maurizio Fiasco della Consulta anti-usura della Cei con ricerche indipendenti. L’azzardo è un moltiplicatore negativo dell’economia : in termini di depressione dei consumi, mancati stimoli alla produzione, distruzione di opportunità d’impiego. Più il settore si allarga e meno l’economia reale cresce rallentando l’uscita dalla crisi. Fiasco nel 2013 ha calcolato che l’ azzardo allunga i tempi della crisi economica. Cinque anni fa, ed oggi i dati sono vertiginosamente peggiorati, si calcolava che con l’ espandersi dell’ azzardo si sono persi 115.000 posti di lavoro (90.000 nel commercio e 25.000 nell indotto industriale). Nel 2013 ‘azzardopoli’ dirottava 20 miliardi di euro dall’ economia reale sottraendoli così al commercio. Oggi sono molti di più! Tutto questo bruciando 70 milioni di ore di lavoro. Questo è un dato che sempre più commercianti, albergatori, ristoratori, l’indotto industriale produttivo collegato, capiscono perfettamente. Ogni euro gettato nel “tentar la sorte” è un euro in meno al commercio ed al suo indotto industriale. Tutto ciò con un mancato incasso in Iva sui consumi che si aggira intorno ai 3,5-4 miliardi. Quindi altri danni per lo Stato. Vietare pubblicità e sponsorizzazioni libererà media, sport, cultura ed anche chi cura i malati di azzardo(!) dai condizionamenti del settore”.

Prosegue il blog M5S: “A chi parla di ‘populismo’ ricordiamo che la Corte di Giustizia Europea nel gennaio 2015 ha stabilito che uno Stato può ‘vietare totalmente o parzialmente’ il gioco d’azzardo o limitarlo con ‘modalità di controllo più rigorose’, perché ciò è ‘giustificato da motivi di interesse generale, quali la tutela dei consumatori nonché la prevenzione delle frodi e dell’incitamento dei cittadini a spese eccessive legate al gioco’. Nello specifico della normativa italiana si sottolinea che ‘l’obiettivo attinente alla lotta alla criminalità collegata a tali giochi è idoneo a giustificare le restrizioni delle libertà fondamentali derivanti da tale normativa’. E si riconosce anche un ‘ampio potere discrezionale che si basa sulla propria scala di valori di ordine morale, religioso e culturale’. In queste giorni, mentre le lobby dell’azzardo e chi incassa i loro finanziamenti ha trovato spazio su giornali e tv, decine di associazioni confessionali e laiche e personalità si sono espresse praticamente nel silenzio a favore dell’abolizione totale di pubblicità e sponsorizzazioni. Chissà perché coloro che ricevono le pubblicità, che andremo ad abolire con il Dl Dignità, non riportano con lo stesso spazio le loro ragioni”.

 

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