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Calabria

Migranti, scrittore Gangemi: più rispetto per esodo

fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di NeC

Una riflessione su come raccontare la Calabria attraverso una narrazione nuova e scevra da stereotipi e pregiudizi anche sui temi di maggiore attualità a livello politico e sociale. Su queste direttrici si è sviluppato il dibattito alla Cittadella sul libro di Mimmo Gangemi “La signora di Ellis Island”, secondo appuntamento della serie di iniziative sulla promozione della narrativa calabrese organizzato dalla giunta Oliverio. Il tema del confronto è il poderoso romanzo descritto da Gangemi nel 2011: quasi cento anni di storia italiana attraverso la storia di un calabrese in cerca di riscatto lungo l’epopea dell’emigrazione Oltreoceano, con la volontà di ritornare a costruire un futuro migliore nella terra d’origine immersa nei grandi rivolgimenti politici e sociali del 20esimo secolo. Lo scenario è quello dell’Aspromonte e dell’America di inizio Novecento fino alle soglie del tempo attuale, attraversando le due guerre mondiali e il colonialismo italiano, accompagnati da tre generazioni di calabresi. Il dibattito, moderato da Filippo Veltri, com’è ovvio vira sull’emergenza di oggi, l’immigrazione, tema molto sentito da Gangemi. “Ho molto trattato il tema dell’emigrazione dei calabresi, e oggi – dice lo scrittore calabrese – stiamo assistendo al fenomeno dell’emigrazione al contrario, quella che arriva dall’altra parte del Mediterraneo. Quello che stiamo vedendo dovrebbe farci riflettere e farci considerare meglio questo sacrificio ricordando che ci siamo passati anche noi, ci sono passati i nostri nonni e i nostri antenati. Soprattutto, dovrebbe indurci a guardare questo esodo almeno con un occhio di grande umanità e di grande rispetto. C’è da storcere il muso su come si sta muovendo il nuovo governo nazionale, francamente, perché – spiega ancora Gangemi – non vedo nemmeno il più elementare rispetto dei disagi che vivono questi disperati: comprendo che l’Italia non ha le possibilità che offriva l’America ai nostri nonni, ma sarebbe necessario più rispetto”. ####
Il tema si intreccia ovviamente anche alla “mission” di questa serie di iniziative culturali avviate dalla giunta Oliverio. Il governatore avrebbe voluto partecipare al dibattito ma per motivi di salute non ha potuto presenziare inviando il proprio saluto, come un messaggio ha inviato il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto, secondo cui “è sempre più necessaria una nuova narrazione della Calabria”. Concetto che viene ripreso dall’assessore regionale alla Pubblica istruzione, Maria Teresa Corigliano: “La nostra volontà – afferma – è quella di stringere un rapporto con gli intellettuali calabresi per confrontare le visioni della Calabria e per assumere una visione comune della Calabria. L’obiettivo del presidente Oliverio e della Giunta – rileva la Corigliano – è valorizzare la Calabria nei suoi aspetti migliori, e gli scrittori che la conoscono così bene possono farlo con la potenza del linguaggio e del pensiero». Al confronto partecipa l’intellettuale Marcello Furriolo, che si sofferma sul libro di Gangemi “La Signora di Ellis Island” definendolo “complesso e composito, con pagine di straordinaria potenza e un grande affresco umano”. Interviene – “in qualità di lettore”, precisa – anche il vicepresidente della Giunta, Francesco Russo, che inquadra l’opera di Gangemi “nella grande letteratura del Mediterraneo che esprime un racconto nuovo di questa area” e poi osserva: “Il presidente della Regione ha fatto una scelta forte, la scelta di intervenire nelle strutture più profonde della società calabrese, con interventi infrastrutturali pesantissimi. E – sostiene Russo – le modificazioni strutturali passano dagli interventi economici ma anche dal contributo degli intellettuali”.


Incalzato da Veltri, Gangemi dice di “non avvertire la responsabilità di una narrazione diversa della Calabria perché a muovermi è l’istinto”. E poi evidenzia: “Si assiste a un importante risveglio letterario in Calabria, con importanti autori che stanno emergendo. Questo risveglio – aggiunge lo scrittore originario di Santa Cristina d’Aspromonte – giunge dopo decenni di silenzio, e penso che questo possa dipendere dal particolare disagio che, bisogna ammetterlo, vive la Calabria e che fa emergere di più le sensibilità e quindi le forme d’arte come la narrativa. Questo peraltro non è un caso, perché, allargando la riflessione, possiamo notare come le grandi espressioni artistiche nel mondo sono sempre accadute subito dopo i grandi e dolorosi eventi mondiali come le grandi guerre”. C’è spazio giusto per l’ultimo annuncio di Gangemi: l’uscita a gennaio della sua ultima fatica letteraria, “un nuovo romanzo in cui – conclude – ritorno alle mie origini”.

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