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Economia

Giochi, Giovinazzo dichiara guerra al gioco d’azzardo: slot spenti dalle 9 a mezzogiorno

“Con questa ordinanza cerchiamo di dare un segnale a tutto il territorio", dichiara il sindaco Depalma
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Giovinazzo, comune di Bari, dichiara guerra al gioco d’azzardo. A partire dal 1° luglio le sale scommesse autorizzate, gli esercizi commerciali di qualsiasi tipo, le rivendite di tabacchi, le sale pubbliche per biliardi e altri giochi leciti autorizzate all’installazione di apparecchi da gioco, quali slot machine e videolottery, ricadenti sul territorio di Giovinazzo dovranno vietarne l’utilizzo dalle 9 alle 12 di tutti i giorni, compresi i festivi. La decisione – si legge in una nota – è stata presa dal sindaco di Giovinazzo, Tommaso Depalma, con una apposita ordinanza e alla luce dell’inquietante fenomeno del gioco patologico d’azzardo che sembra inarrestabile. Le statistiche ufficiali restituiscono, infatti, un preoccupante dato secondo cui, a Giovinazzo, nel primo semestre del 2017, è stata speso per scommesse, gratta&vinci, slot machines e Superenalotto lasomma di 9,8 milioni di euro. Durante le ore di divieto gli apparecchi da gioco devono essere spenti e inaccessibili. I possessori degli apparecchi devono esporre cartelli con gli orari di funzionamento delle apparecchiature. La violazione delle disposizioni previste dall’ordinanza comporta la sanzione amministrativa pecuniaria da un minimo di 25 euro a un massimo di 500 euro . In caso di particolare gravità o recidiva, si applicherà la sospensione del funzionamento degli apparecchi, da un giorno a una settimana. Spetterà al Comando di Polizia Locale e alle Forze di Polizia territorialmente competenti la verifica del rispetto dell’ordinanza nonché la contestazione di eventuali infrazioni. “Con questa ordinanza cerchiamo di dare un segnale a tutto il territorio – dichiara il sindaco Depalma -. Stiamo attenzionando il fenomeno del gioco d’azzardo patologico e cerchiamo di utilizzare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per arginare questa piaga sociale. Ciò detto, nell’interesse di tutti, sarebbe opportuno che il Parlamento legiferasse nel dettaglio perché con l’ordinanza sicuramente non si arresta del tutto il fenomeno, senza considerare l’avanzata del gioco on line che al momento sfugge a qualsiasi controllo”.

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