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Economia

Giochi: Tar Lombardia conferma chiusura per centro scommesse a Brescia

I giudici amministrativi, confermando stop imposto dal Questore, hanno confermato che gestore non ha requisiti per esercitare attività
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Il Tar per la Lombardia, sezione staccata di Brescia (Sezione Seconda), ha respinto l’istanza di sospensione cautelare del provvedimento impugnato presentata dagli avvocati di un gestore di un punto di raccolta di scommesse collegato a un bookmaker senza concessione, a cui il Questore di Brescia aveva imposto lo stop dell’attività. Considerato che, si legge nell’ordinanza diffusa oggi, “il comma 644 dell’art. 1 della legge m. 190/2014, nel regolamentare la situazione di coloro che non aderiscono al regime di regolarizzazione di cui al precedente comma 643, si limita a prevedere a loro carico ulteriori obblighi e divieti, facendo però salvo (anzi richiamando) quanto previsto dall’art. 4, comma 4 bis, della legge n. 401/1989; considerato, inoltre, che il detto comma 644 prevede che chi esercita, ai sensi di tale disposizione, un punto di raccolta di scommesse deve essere in possesso dei requisiti soggettivi corrispondenti a quelli richiesti per il rilascio del titolo abilitativo di cui all’art. 88 del R.D n. 773/1931 e che, ove ne sia accertata l’insussistenza, il Questore dispone la chiusura immediata dell’esercizio o del punto di raccolta; rilevato, sotto tale profilo, che l’Amministrazione ha evidenziato a carico del ricorrente, privo di autorizzazione, molteplici denunce sempre per le violazioni cui all’art. 4 della legge n. 401/1989, per esercizio abusivo della raccolta del gioco e scommesse, che appaiono rilevanti ai fini di una valutazione in ordine alla sussistenza dei presupposti sopra evidenziati; ritenuto, pertanto, che il provvedimento impugnato sia immune dalle censure articolate in ricorso; ritenuto che le spese della presente fase del giudizio vadano liquidate in base alla regola della soccombenza”, il Tar, oltre a respingere l’istanza condanna il ricorrente “al pagamento delle spese della presente fase cautelare”.

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