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Cronaca

Stadio Roma: per la procura si tratterebbe di “corruzione sistemica e pulviscolare”

Secondo i magistrati l’imprenditore Parnasi avrebbe “foraggiato” la politica romana per potersi spianare la strada per la realizzazione dell’opera
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

L’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari Maria Paola Tommaselli nell’ambito dell’inchiesta sui lavori dello stadio della Roma parla chiaro, l’imprenditore Luca Parnasi ha “foraggiato” economicamente la politica per potersi garantire vie preferenziali nella realizzazione dell’opera. Per questo sono stati arrestate nove persone dai carabinieri, sei finite in carcere e tre ai domiciliari, in seguito all’inchiesta condotta dal pm Paolo Ielo. Si tratterebbe di una “corruzione sistemica e pulviscolare” quella scoperta dalla procura capitolina, garantita da soldi in contanti, lavori pubblici nei propri collegi elettorali o consulenze inesistenti. In manette sono finiti il vicepresidente del consiglio regionale, Adriano Palozzi (coordinatore Forza Italia nella provincia di Roma, finito ai domiciliari), l’imprenditore Luca Parnasi (in carcere), l’avvocato e presidente di Acea, oltre che consulente del M5s, Luca Lanzalone (ai domiciliari), l’ex assessore regionale all’Urbanistica della prima giunta guidata da Nicola Zingaretti, Michele Civita (del Pd, ai domiciliari). I reati contestati a vario titolo sono associazione a delinquere, corruzione, traffico di influenze, frodi fiscali, finanziamenti illeciti. Il capo politico del M5s, Luigi Di Maio ha annunciato di aver allertato i probiviri del Movimento: “Chi sbaglia paga”, ha detto.

Ma a spiccare sono anche i nomi degli indagati: troviamo il capogruppo degli M5s in Campidoglio, Paolo Ferrara (autosospeso dal Movimento), il consigliere comunale di Forza Italia, Davide Bordoni; il presidente dell’Ordine degli Avvocati romani, Mauro Vaglio, candidato non eletto dai pentastellati alle politiche. Estranea, invece, la società calcistica, come ha spiegato il procuratore aggiunto Paolo Ielo. “L’As Roma non c’entra nulla con l’inchiesta”, ha detto il magistrato che coordina l’indagine.

“Io spenderò qualche soldo sulle elezioni, che poi (…) vedremo come vanno girati ufficialmente con i partiti politici eccetera. Anche questo è importante perché in questo momento noi ci giochiamo una fetta di credibilità per il futuro ed è un investimento che io devo fare”, diceva l’imprenditore titolare della Eurnova, la società di Parnasi che acquistò i terreni dell’ippodromo di Tor di Valle, dove dovrebbe sorgere la nuova struttura, dalla società Sais della famiglia Papalia.

La sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha convocato nella giornata di mercoledì Campidoglio l’amministratore delegato di Acea, Stefano Donnarumma. Nel corso dell’incontro la sindaca ha sollecitato una rapida soluzione, tra quelle tecnicamente possibili, per la governance dell’azienda dopo l’arresto del presidente Lanzalone che potrebbe presentare le sue dimissioni dalla carica nell’azienda energetica capitolina posseduta al 51%  dal Campidoglio.

Nelle carte dell’indagine sullo stadio della Roma spuntano anche 250mila euro che il costruttore Luca Parnasi, tramite una sua società, avrebbe dato all’associazione “Più Voci” considerata vicina alla Lega. In un’intercettazione Parnasi precisa che la dazione “non è stata fatta per Salvini” ma per creare “un sistema di imprenditori, appaltatori”. Dall’elargizione di mazzette alla politica non sembra essere estraneo, sempre secondo la procura romana, anche il M5s. Paranasi, siu legge nell’ordinanza, avviò “l’attività di promozione in favore del candidato alla Regione Roberta Lombardi”. Il gip Maria Paola Tommaselli scrive che l’obiettivo era “rafforzare i suoi legami con Paolo Ferrara e con Marcello De Vito (presidente pentastellato del consiglio comunale romano) che gli hanno avanzato tale richiesta in quanto ricoprono rilevanti incarichi nell’ambito dell’amministrazione capitolina, svolgono un ben preciso ruolo nell’approvazione nel progetto dello stadio, e crea i presupposti per lo sviluppo di ulteriori progetti imprenditoriali, essendo la Lombardi, oltre che candidata alla Regione, personaggio di spicco dei 5 Stelle a livello nazionale e quindi destinata, in ipotesi di un successo elettorale della sua compagine nelle elezioni politiche a ricoprire ruoli decisionali nel nuovo assetto che si determinerà all’esito del voto”.

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