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Politica, Migranti

Parigi getta acqua sul fuoco: nella notte telefonata Macron-Conte

È stata definito un colloquio "cordiale". A rivelarlo la ministra francese degli Affari europei, Nathalie Loiseau. Ma Di Maio frena: "Non indietreggeremo finché non arriveranno le scuse"
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Parigi cerca di gettare acqua sul fuoco attorno alle polemiche nate nelle scorse ore attorno alle dichiarazioni del presidente francese Emmanuel Macron in tema di migranti e della nave Aquarius. Nella notte il primo inquilino dell’Eliseo e il premier italiano Giuseppe Conte hanno avuto una conversazione telefonica, definita “cordiale”, nel tentativo di voltare pagina dopo le dure polemiche registrate tra Francia e Italia. “C’è il tempo delle emozioni e il tempo del lavoro per affrontare questioni importanti come la crisi migratoria”, ha detto durante un’intervista radiofonica a Europe 1 la ministra francese degli Affari europei, Nathalie Loiseau, aggiungendo poi: “Abbiamo bisogno di parlare con l’Italia, è un grande partner, un grande vicino”.

Fermo sul punto invece il vicepremier italiano e ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio. “Finché non arriveranno le scuse” da Parigi e dal presidente Macron “noi non indietreggiamo”, ha detto, rafforzando le prese di posizione già registrate nella giornata di ieri. Durante un suo intervento a Rtl, Di Maio ha detto che “questo deve essere chiaro per questa vicenda e per il futuro” circa i prossimi tavoli che ci saranno in Europa. “È finita l’epoca in cui si pensava che l’Italia la puoi sempre abbindolare”, ha sottolineato.

Una posizione netta già confermata da fonti di Palazzo Chigi che nel tardo pomeriggio di ieri hanno detto che il premier Giuseppe Conte potrebbe disertare il vertice bilaterale di venerdì con Macron. La visita ufficialmente, viene spiegato da fonti governative, non è annullata ma di fatto “l’orientamento predominante” è questo: non ci sarà nessun incontro con Macron senza un gesto ufficiale di scuse da parte del governo francese. Posizione che ha avuto il sostegno anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con cui ieri Conte, a margine di un incontro informale durante il quale il premier ha anticipato i nomi dei sottosegretari, si è discusso brevemente anche dello scontro con Parigi.

Dal canto suo il primo inquilino dell’Eliseo nella giornata di mercoledì non è scusato e forse ha rincarato la dose nei confronti del nostro paese. Se da un lato tende a stemperare i toni lanciando un appello a “non lasciarsi andare alle emozioni” assicurando di voler lavorare con l’Italia, dall’altro, parlando in Vandea durante una visita istituzionale, ha ribadito la posizione francese: “Chi cerca la provocazione? Chi è che dice ‘io sono più forte dei democratici e una nave che vedo arrivare davanti alle mie coste la caccio via’? Se gli do ragione, aiuto la democrazia? Non dimentichiamo chi ci sta parlando e chi si rivolge a noi. Non lo dimentichiamo perché anche noi abbiamo a che fare con gli stessi…”. Il riferimento, seppur indiretto e senza citarne il nome, è alle parole del vicepremier leghista e ministro dell’Interno Matteo Salvini che ieri è intervenuto al Senato per ribadire la posizione dell’Italia sulla vicenda dell’Aquarius.

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