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Politica

Migranti, Bernini: nessuno in Europa può darci lezioni di umanità

La capogruppo al senato di Forza Italia: “La nostra Marina ha salvato centinaia di migliaia di migranti”
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

“Nessuno in Europa può impartire lezioni di umanità all’Italia. La nostra Marina ha salvato centinaia di migliaia di migranti. Lo ha fatto senza uno straccio di aiuto da parte di Paesi come la Francia, che dispensa oggi una inaccettabile ipocrisia e arroganza essendo la prima responsabile del disastro umanitario”. Così Anna Maria Bernini, presidente dei senatori di Forza Italia. “È stata la Francia a scatenare la guerra alla Libia e poi a violare gli accordi di Schengen chiudendo il confine di Ventimiglia. Nessuna lezione anche dalla Spagna, che oggi accoglie una nave a Valencia ma difende la frontiera di Ceuta e Melilla a colpi d’arma da fuoco e ‘muri’ di filo spinato”. “L’Italia – prosegue Anna Maria Bernini – ha il diritto di proteggere le proprie frontiere e il dovere di tutelare l’ordine pubblico e la coesione sociale. Per questo abbiamo plaudito alla decisione del ministro Salvini di negare l’approdo in Italia alla nave Aquarius. Una decisione necessaria per ricordare a Malta i suoi obblighi di soccorso, e al resto d’Europa che le frontiere dell’Italia sono frontiere europee e impongono una condivisione di responsabilità. Il cambio di passo del governo italiano si deve anche all’indagine conoscitiva voluta da Forza Italia in Commissione Difesa al Senato, prima ancora delle inchieste delle Procure sull’operato opaco di alcune Ong di aiuto oggettivo agli scafisti”. “Constatiamo purtroppo – conclude il capogruppo di FI al Senato – una Babele di opinioni diverse nella maggioranza, anche in disaccordo con la scelta di Salvini. Vorremo invece un governo forte e compatto in vista del Consiglio Europeo di fine giugno. Al presidente Conte ricordiamo che non basta battere i pugni una volta. Il tema resta aperto: l’Italia deve impegnarsi a far cambiare le regole sul diritto d’asilo, perché è più facile chiudere un porto che cambiare i Trattati di Dublino. E deve ottenere un Piano Marshall europeo in Nord Africa per scongiurare altri ‘viaggi della morte’ nel Mediterraneo”.

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