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Sudafrica, Fmi: per stimolare la crescita servono “riforme coraggiose”

Fra le misure raccomandate dal Fondo monetario internazionale, il chiarimento delle norme sulle attività estrattive, maggiore flessibilità del mercato del lavoro e miglioramento dell'istruzione di base
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino/MAP
di Velino International

Il Sudafrica deve attuare “riforme coraggiose” per stimolare la crescita. Lo fatto sapere il Fondo monetario internazionale (Fmi). “Sono necessarie riforme coraggiose per stimolare la crescita economica a più di due punti percentuali”, ha dichiarato l’Fmi in una nota diffusa in seguito alla visita di una sua delegazione in Sudafrica. Il Fondo prevede una crescita di 1,5 punti percentuali per il Sudafrica nel 2018, un tasso insufficiente per compiere i necessari progressi nella lotta contro la disoccupazione, la povertà e le disuguaglianze sociali. La disoccupazione in Sudafrica è un problema endemico che colpisce il 26,7 per cento della popolazione attiva. Inoltre, le disuguaglianze sociali nel Paese sono fra le più elevate al mondo. L’Fmi ritiene inoltre che l’incertezza politica e un contesto normativo sfavorevole per gli investimenti privati abbiano portato a tassi di crescita che hanno ridotto il reddito pro capite, con un impatto molto negativo e sproporzionato sulle classi più svantaggiate. Secondo l’Fmi, senza riforme economiche adeguate, il Paese non sarà in grado di superare il due per cento di crescita a medio termine. Recenti dati ufficiali hanno infatti mostrato che il Pil del Sudafrica si è contratto del 2,2 per cento nel primo trimestre del 2018. L’Fmi ha raccomandato pertanto un pacchetto di misure che il Sudafrica dovrebbe attuare per riorientare la propria economia su un percorso di crescita. Fra queste misure, il chiarimento delle norme sulle attività estrattive per incoraggiare gli investimenti e l’agevolazione del visto per i lavoratori qualificati stranieri al fine di affrontare il problema della carenza di competenze che penalizza gravemente il Paese. Fra le altre riforme raccomandate figurano una maggiore partecipazione del settore privato al settore energetico, una maggiore flessibilità del mercato del lavoro e un miglioramento dell’istruzione di base.

L’Afrique du Sud doit mettre en œuvre des «réformes audacieuses» pour stimuler la croissance, a estimé mardi le Fonds Monétaire International (FMI). «Des réformes audacieuses sont nécessaires pour porter la croissance économique à plus de 2 pc», a dit le FMI dans un communiqué publié suite à une visite d’une délégation de l’institution en Afrique du Sud. Le FMI prévoit une croissance de 1,5 pc pour l’Afrique du Sud en 2018, un taux insuffisant pour réaliser des progrès dans le domaine de lutte contre le chômage, la pauvreté et les inégalités sociales. L’Afrique du Sud souffre d’un chômage endémique touchant 26,7 pc de la population active, au moment où la pauvreté affecte plus de la moitié de la population globale estimée à environ 56 millions d’âmes. Les inégalités sociales sont, quant à elles, parmi les plus élevées au monde. Le FMI estime, d’autre part, que l’incertitude politique et un environnement réglementaire défavorable à l’investissement privé ont abouti à des taux de croissance qui ont réduit le revenu par habitant avec un impact très négatif et disproportionné sur les classes défavorisées. Faute de réformes économiques, le pays ne sera pas en mesure de dépasser 2 pc de croissance à moyen-terme, poursuit l’institution de Bretton Woods. Des chiffres officiels publiés récemment ont montré que le PIB sud-africain s’est contracté de 2,2 pc au premier trimestre de 2018. Le FMI a recommandé un train de mesures que l’Afrique du Sud doit mettre en œuvre pour repositionner son économie sur une trajectoire de croissance. Ces mesures comprennent notamment la clarification de la réglementation minière pour encourager l’investissement. L’allègement des procédures de visa pour les travailleurs qualifiés étrangers a également été recommandé pour faire face à la pénurie de compétences qui pénalise gravement le pays. D’autres réformes recommandées incluent la participation accrue du secteur privé dans le secteur de l’énergie, le renforcement de la flexibilité sur le marché du travail et l’amélioration de l’enseignement de base.

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