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Economia, Economia

Imprese, Federcontribuenti: piccole srl a rischio, governo intervenga

“Varare quanto prima una legge che imponga un minimo salariale pari a mille euro”
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Per tutte le srl italiane, ”piccole società con due o tre soci, che nulla hanno a che vedere con le holding, il rischio concreto è un’ecatombe come quella accaduta per gli artigiani e i piccoli commercianti. La forbice nascosta nella finanziaria darà un ulteriore colpo secco allo sviluppo economico e all’occupazione con ulteriori ripercussioni sui conti pubblici chiamati a sostenere, come meglio potranno, i nuovi poveri”. E’ quanto si evince da uno studio di Federcontribuenti secondo il quale ”c’e’ un vera e propria tassazione perversa: in una piccola srl con 2 soci – e sono la maggioranza in Italia – abbiamo un guadagno di 40.000 mila euro e su questo importo dobbiamo scalare l’Ires pari al 24%, quindi 9.600 euro; l’Irap pari al 3,5%, quindi 1.400 totale rimasto 29 mila euro. Ai soci viene distribuito un utile pari a 10.000 euro ciascuno, ma le tasse non sono finite. Entrambi i soci dovranno ”pagare su questi 10.000 euro il 23% di Irpef cioè 2.300 e i contributi Inps per un minimo di 3.500 euro l’anno. Poi ci sono le spese del commercialista, le bollette e altre cose che ogni srl deve pagare per mantenersi in vita. Quanto resta ai soci? 15 mila euro in 2 poco più di 1.200 euro al mese”.  Se già fosse difficile sopravvivere a questa tassazione,  spiega Federcontribuenti, nel 2019, come riporta la finanziaria, in poche resteranno aperte e l’effetto ricadrà sugli stipendi dei lavoratori e sugli indotti. ”Al momento il nuovo governo non sembra aver preso coscienza di questo nuovo dramma che sta per abbattersi sui lavoratori. Invece di abbassarsi la percentuale di tassazione salirà di 3% toccando la soglia record di una tassazione che oscilla dal 70 al 73% su quanto guadagnato e pensare ad un possibile aumento IVA è come immaginare di scavare una buca e seppellirci una volta per tutte”. ”Il tempo a disposizione non permette al nuovo governo di tergiversare, – rileva il presidente della Federcontribuenti, Marco Paccagnella, – non vorremmo che anche questo governo mantenga un occhio di riguardo per le multinazionali e gli investitori a strozzo che investono in Italia. Il nostro scopo è difendere ad ogni costo le nostre imprese – quelle che danno reale occupazione – , intraprendendo subito un percorso di salvaguardia dagli aumenti fiscali, un percorso che conduca alla pace fiscale quelle imprese realmente in difficoltà e di varare quanto prima una legge che imponga un minimo salariale pari a mille euro”.

 

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