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Politica

Migranti, Binetti: La sfida per Salvini e Di Maio è accogliere creando lavoro

fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di com/gat

“Arriva la prima nave di immigrati: fermata per controllo in alto mare, i suoi migranti sbarcano e in quote di 20-25 vengono successivamente inviati nelle varie regioni. Fin qui tutto ok, con un ordine meticoloso vengono rispettate le quote regionali. Ma la domanda che poniamo al nuovo ministro è di altra natura: l’ordine è funzionale ad una migliore qualità dell’accoglienza, ad un maggiore rispetto per la dignità delle persone, e ad una più concreta aspettativa di integrazione? In realtà è sul fronte della qualità dell’accoglienza che Salvini si gioca la sua fama di buon ministro e non sul suo linguaggio, troppo spesso aggressivo e respingente. Nella legislatura precedente al buonismo delle parole, alla reiterata affermazione della vocazione italiana alla solidarietà, gli immigrati si sono scontrati con situazioni tutt’altro che favorevoli alla loro accoglienza. Minniti ha cercato di regolamentare i ridurre i flussi di arrivo, ma nessuno ha risposto alla domanda sulla qualità. Eppure le migliori condizioni di accoglienza gli immigrati le hanno sempre trovate nel triangolo nord-orientale del nostro Paese, quello a trazione leghista. Lavora, cada, scuola per i figli e tutela della salute per tutti… Niente male, almeno finché c’è stato lavoro e i flussi sono stati contenuti, anche perché l’approccio era di tipo familiare. Quel che si integrava erano i nuclei familiari, con la loro coesione interna e la volontà di assicurare un futuro migliore ai figli…”. Lo afferma la senatrice Binetti (Udc), che continua: “La premiata coppia dei due leader, vicepremier alla pari, riuscirà a formare un asse innovativo per coniugare Insieme questi tre valori: integrazione, lavoro e famiglia? Magari coinvolgendo anche il ministro Fontana… è questo il cambio di passo che ci aspettiamo dalle nuove politiche sociali. Partire dal lavoro e dallo sviluppo economico per un grande progetto che coinvolga l’Italia intera e la ponga al centro delle potenze economico-industriali. Innovare oggi non sarebbe né limitarsi ad accogliere, né impegnarsi a respingere. Esige un grande progetto di sviluppo del Paese per offrire nuove opportunità ai giovani e ai migranti, favorendo lo sviluppo tecnol Vico e potenziando le attività di servizio diretto alla persona….”.

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