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Ambiente ed Energia, Gse

Anac perplessa su motivazione revoca responsabile anticorruzione

Sperandini fa leva sul venir meno del rapporto fiduciario per figura che deve essere invece indipendente e autonoma. Tedeschini: "Anac riconosce fondatezza nostre ragioni"
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Revocata la delega – come anticipato il 31 maggio da AGV – Agenzia giornalistica Il Velino – al responsabile prevenzione della corruzione e della trasparenza del Gse Fabrizio Tomada a seguito della delibera Anac n. 110 del 7 febbraio 2018 che qualche mese fa aveva confermato il conflitto di interessi in essere. Ma il Cda del Gestore servizi energetici adunato lo scorso 6 giugno, sembra aver fatto un clamoroso autogol: la motivazione riportata nel provvedimento di revoca recita infatti che “in data 3 maggio 2018 il Consiglio di amministrazione del Gse ha disposto, quale conseguenza del venire meno del rapporto di fiducia che deve caratterizzare i rapporti con la società, la sua revoca dall’incarico di responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza…pertanto, essendo venuto meno il rapporto di fiducia professionale…”.

In pratica il Cda fa riferimento al venir meno del rapporto fiduciario del ‘controllore’ quando non può sussistere un ‘rapporto di fiducia’ tra controllato e controllore dato che chi è deputato a vigilare deve essere persona autonoma e indipendente. Tanto che – si legge ancora nella delibera di cui AGV-Agenzia giornalistica Il Velino è venuto in possesso – l’Anac dal canto suo, interpellata per la richiesta di riesame, ha rilevato “la non sussistenza dei presupposti previsti dall’articolo 15 comma 3 dlgs 39/2013″ riguardante il riesame “fermo restando – tuttavia – forti perplessità sulla motivazione che ha portato alla revoca dell’incarico di RPCT nella parte in cui si motiva la revoca medesima sulla scorta del venire meno del rapporto fiduciario” dato che “deve, semmai, essere garantita la posizione di autonomia e indipendenza” a una figura come quella del RPCT (Responsabile  prevenzione della corruzione e della trasparenza, ndr).

Il provvedimento dell’autorità anticorruzione ha negato il riesame pur riconoscendo la fondatezza delle ragioni che sono alla base della nostra richiesta di ammissione”, spiega ad AGV il professor Federico Tedeschini legale di Fabrizio Tomada.

“Il provvedimento Anac, per la sua intrinseca contraddittorietà, sembra essere frutto di un compromesso fra le varie ‘anime’ che si confrontano nel Consiglio”, prosegue Tedeschini. In pratica l’autorità, “pur sconfessando di fatto il comportamento del Cda del Gse non sembra averne tratto le dovute conseguenza consistenti nell’accoglimento della richiesta di riesame del provvedimento di rimozione, avanzata da Tomada”.

Il Responsabile anti corruzione, a quanto si apprende, sembra stesse svolgendo delle verifiche ulteriori su eventuali altri conflitti di interesse nel GSE su input degli organi di controllo. Le fonti evidenziano, inoltre, la delicata fase che sta attraversando il GSE, in particolare sul tema dei certificati bianchi per il risparmio energetico, su cui sono ancora in corso le indagini della Procura della repubblica di Torino e Lodi relative la truffa milionaria ai danni del GSE, società controllata dal Ministero dell’economia, e del sistema in generale. Per il ruolo di Responsabile Anticorruzione il GSE è alla ricerca ora di una figura esterna in un momento in cui la società stessa ha superato i costi riconosciuti dal ministero dello Sviluppo Economico come evidenziato dall’Autorità per l’Energia ARERA con la delibera 249 dell’11 aprile 2018. Per l’incarico di responsabile anticorruzione sembrerebbe sia stato scelto il sostituito nella figura di Cristina Sgubin, head of legal affairs and Compliance di Ntv.

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