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Calabria

Migrante ucciso, standing ovation Senato per discorso premier

fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di NeC

Governo e senatori in piedi per Sacko. Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, nel corso del suo discorso a Palazzo Madama che ha preceduto il primo voto di fiducia, ha dedicato un passaggio al giovane maliano ucciso domenica scorsa a San Calogero. La vicenda del sindacalista ucciso a colpi di fucile “merita una riflessione”. “Non siamo insensibili”, ha detto Conte. “Sacko Soumayla era uno tra i mille braccianti, con regolare permesso di soggiorno, che ogni giorno si recano al lavoro in condizioni che si collocano al di sotto delle soglie di dignità. A lui e ai suoi familiari – ha detto ancora Conte – dobbiamo tutti un commosso pensiero. Ma questo non basta. La politica deve farsi carico del dramma di queste persone e garantire percorsi di legalità, che costituiscono la stella polare di questo programma di governo”. Subito dopo, i membri del nuovo governo e i senatori si sono alzati in piedi e hanno tributato un applauso al sindacalista attivo per i diritti dei migranti della Piana di Gioia Tauro. È stata l’unica standing ovation unanime della giornata.
“Difenderemo gli immigrati che arrivano nel nostro Paese, che ne rispettano le leggi e che danno un contributo decisivo al suo sviluppo. Ma per garantire l’indispensabile integrazione – ha aggiunto Conte –, dobbiamo non solo impedire lo sfruttamento da parte di scafisti privi di scrupoli, ma dobbiamo anche riorganizzare il sistema dell’accoglienza, assicurando trasparenza nell’uso dei fondi pubblici ed eliminando ogni forma di infiltrazione della criminalità organizzata».
«Ove non ricorrano i presupposti di legge per la permanenza dei migranti – ha specificato il premier –, ci adopereremo per rendere effettive le operazioni di rimpatrio e affinché gli altri Paesi firmino accordi bilaterali per la gestione dei flussi”.



“Vedere l’intero Senato in piedi che tributa un lungo applauso a Sacko Soumayla, sindacalista maliano barbaramente ucciso in Calabria, fa amaramente riflettere sul dibattito di cui si è reso protagonista il consiglio regionale della Calabria ieri sera”, ha commentato il consigliere regionale Michele Mirabello.
“Il presidente del Consiglio Conte – ha affermato ancora – ha voluto ricordare il giovane Sacko con riferimenti, termini e parole non dissimili da quelle usate dal sottoscritto e dai colleghi di maggioranza nel sostenere l’ordine del giorno che era stato depositato e che ho sottoscritto insieme ai colleghi Giudiceandrea, Nucera e Romeo. Eppure le reazioni e l’esito delle due aule sono stati ben diversi. Da una parte assurde elucubrazioni sulle indagini in corso, distinguo e parole anche inaccettabili, come la definizione di ‘miserabili’ attribuita a chi ha chiesto all’assise di Palazzo Campanella di pronunciarsi esprimendo la dovuta solidarietà. Dall’altra solo silenzio, commozione, partecipazione, applausi. Dispiace dover constatare che avevamo visto giusto ieri, e che proprio chi ha parlato di strumentalizzazioni abbia voluto usare argomentazioni pretestuose e melina per impedire al Consiglio di assumere per come richiesto le dovute determinazioni”.
Riflessione amara anche da parte di Giuseppe Giudiceandrea: “Per il consiglio regionale è stata un pagina buia. Avevamo l’occasione di condannare l’omicidio di Sacko, invece la minoranza ha deciso di portare avanti una speculazione vergognosa”.



“Martedì 5 giugno, ben tre giorni dopo l’assassinio del nostro compagno Soumaila Sacko, il governo ha finalmente trovato la voce ed è intervenuto ufficialmente su un omicidio pianificato per mettere a tacere le rivendicazioni degli sfruttati di San Ferdinando e, più in generale, dei lavoratori che nelle campagne lottano per i diritti con l’Unione sindacale di base”. È quanto si afferma in una nota dell’Usb. “È importante – prosegue la nota – che Soumaila sia stato ricordato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Senato, e che l’Aula si sia unita nell’applauso postumo al nostro compagno di lavoro e di lotta. È importante perché è stato faticosissimo per l’Usb, per i braccianti, difendere la memoria di Soumaila Sacko, che si è cercato in tutti i modi di far passare per un comune ladruncolo vittima della rabbia di qualche onesto giustiziere della notte, e rovesciare una pericolosa narrazione che sarebbe stata una seconda condanna a morte. È importante perché rompe il silenzio tombale di Salvini e Di Maio, un’afasia tanto grave da aver provocato la discesa in campo, in tv e sui giornali, di firme di ogni appartenenza. È importante che ora si dia un seguito a questi fatti e che si intraprenda la strada per garantire veramente e stabilmente i diritti dei lavoratori dei campi, degli sfruttati e degli invisibili che si dannano per due euro l’ora”. “Noi, l’Unione Sindacale di Base – prosegue la nota – continueremo le nostre battaglie per i braccianti, per i senza diritti, nel nome di Soumaila Sacko e di tutte le altre vittime dello sfruttamento e del caporalato. Lo faremo con le mobilitazioni che si susseguono da ieri in tutta Italia e sfoceranno nella grande manifestazione nazionale del 16 giugno a Roma, convocata contro le disuguaglianze sociali. Usb garantisce intanto assistenza legale alla famiglia di Soumaila Sacko e lancia una raccolta fondi, per consentire tra l’altro il trasporto della salma in Mali, attraverso la Cassa di resistenza e solidarietà. L’Iban sul quale effettuare i versamenti è IT 17 W 0312703201000000001801 (Unipol Banca). Indicare nella causale ‘Solidarietà a Soumaila Sacko’”.