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Politica

Governo ottiene la fiducia del Senato con 171 voti favorevoli, 117 contrari e 25 astenuti

Conte: populisti? si, se questo vuol dire andare contro il sistema e incontro a esigenze cittadini. Io avvocato del popolo italiano
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Il governo di Giuseppe Conte ottiene la fiducia del Senato con 171 voti favorevoli, 117 contrari e 25 astenuti. Domani Conte andrà alla Camera. Un risultato che va oltre i dieci voti di stacco che erano previsti.

Il discorso che Conte ha fatto al Senato comincia con un più che significativo saluto al presidente della Repubblica “che rappresenta l’unità nazionale e ha accompagnato le prime non facili fasi di formazione del governo” il discorso di oltre un ora e dieci con cui il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, chiede nell’aula del Senato la fiducia al suo governo. Poi sottolinea subito che assume il suo incarico “con umiltà e determinazione”, che è “un cittadino che si è dichiarato disponibile ad assumere eventuali responsabilità e successivamente ad accettare la responsabilità di governo”, che si propone “come avvocato che tutelerà l’interesse dell’intero popolo italiano” e che si presenta in Parlamento “per chiedere la fiducia a favore non solo di una squadra di governo ma di un progetto per il cambiamento dell’Italia, formalizzato sotto forma di contratto dalle due forze politiche che formano la maggioranza parlamentare”. Dichiara poi la necessità di “offrire risposte concrete ai bisogni dei cittadini”, ammonendo che “la crescente disattenzione verso le istituzioni e la perdita di prestigio devono spingere a tutti a un supplemento di responsabilità che passa attraverso una maggiore apertura alle istanze reali che vengono da chi vive fuori da questi Palazzi”. “L’autorevolezza del governo e del Parlamento – aggiunge – non possono basarsi solo sui compiti affidati loro dalla Carta istituzionale ma devono essere conquistati giorno dopo giorno operando con disciplina e onore e mettendo da parte le convenienze”. Spiega poi che “gli obiettivi del governo sono affidati alla pagina scritta perché dichiarati in modo trasparente, vincolandosi ad adottare tutte le iniziative e le misure necessarie a perseguirle”. Dichiarando peraltro (citando addirittura Dostoevskij) che “se le forze politiche che integrano la maggioranza di governo sono state accusate di essere populiste e antisistema; se populismo è attitudine ad ascoltare i bisogni della gente, allora lo rivendichiamo”. Poi sintetizza i capisaldi del contratto stipulato tra M5S e Lega. Ed eccolo quindi confermare che il suo esecutivo perseguirà la riduzione del debito (“pienamente sostenibile”) con la crescita, che stabilirà il salario minimo garantito, che istituirà la flat tax (“una riforma fiscale caratterizzata dall’introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni che possa garantire la progressività dell’imposta”), che attuerà il reddito di cittadinanza ma non prima di aver potenziato i centri per l’impiego, che potenzierà la legittima difesa, che metterà fine al business dei migranti e alla finta solidarietà, che introdurrà il Daspo per i corrotti e l’agente sotto copertura, che riformerà l’istituto giuridico della prescrizione e che in politica estera rimarrà fedele all’alleanza atlantica ma si batterà per ridurre le sanzioni internazionali alla Russia. Sottolineando inoltre che “occorre operare un taglio alle pensioni e ai vitalizi dei parlamentari, dei consiglieri regionali e dei dipendenti degli organi costituzionali, introducendo anche per essi il sistema previdenziale dei normali pensionati”, e che “le cosiddette pensioni d’oro sono un altro esempio di ingiustificato privilegio che va contrastato. Interverremo sugli assegni superiori ai 5mila euro netti mensili nella parte non coperta dai contributi versati”.

Alla fine del dibattito sulla fiducia nell’aula di Palazzo Madama, in sede di replica, il premier Giuseppe Conte ha rivolto dapprima “un ringraziamento collettivo” a tutti i senatori intervenuti e un ribasendo che “l’idea della centralità del Parlamento non è una concessione retorica. Nel mio discorso non intendevo affatto mancare di rispetto al Parlamento. Anzi, una lettura più attenta delle mie parole tornerà utile. Non ho inteso ergermi a giudice del Parlamento. Nel question time, verrò qui personalmente a rispondere”. Conte ha poi contestato le critiche al metodo programmatico che ha portato al cosiddetto contratto di governo. “Secondo me – ha detto – è un fatto di trasparenza, di chiarezza. Abbiamo alterato la prassi costituzionale, ma possiamo contestare il fatto che in piena trasparenza delle forze politiche si incontrano, discutono e senza parlare di poltrone cercano di capire se ci sono gli estremi per un programma di governo. Il contratto è un inciucio? E’ esagerato, la trasparenza diventa inciucio?”. “Mi è stato detto di uscire dalla campagna elettorale – ha poi aggiunto -. Forse c’è un equivoco, forse non siamo abituati a veder confermati in un contratto le anticipazioni fatte in campagna elettorale”. Con riferimento ai temi economici ha poi ribadito che “l’uscita dall’Euro non è mai stata in discussione, non è in discussione. Non è entrata nel contratto di governo e non è un obiettivo che ci proponiamo in questa legislatura”. Per poi ammonire: “Non facciamo dello spread il nostro vessillo anche perché dietro lo spread si nasconde la speculazione finanziaria”. “Mi dispiace – ha poi aggiunto – che il reddito di cittadinanza sia stato rappresentato come misura di assistenzialismo. Se leggete con attenzione il contratto si vede che è una misura orientata all’inserimento lavorativo. Parliamo di politiche attive del lavoro altrimenti, lo riconosciamo noi stessi, non funzionerà”. “Siamo molto determinati – ha quindi concluso – ma gli auguri fanno piacere, anche perché quegli auguri non sono a me personalmente o ai ministri, sono all’Italia. Se noi riusciremo a realizzare questo programma, o anche una parte significativa, se ne avvantaggia il Paese. Dateci adesso il tempo di lavorare, per misurarci con tutta la complessita’ di questo compito, vi assicuro che lo faremo con grande impegno”.

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