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Campania, Cultura

“La Sezione disciplinare del Csm sue criticità costituzionali” di Angelica Di Giovanni

Il saggio del presidente di Sez del Tribunale di Sorveglianza per il Distretto della Corte di Appello di Napoli
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione Campania

‘La Sezione disciplinare del Csm sue criticità costituzionali’. E’ questo l’ultimo saggio di Angelica Di Giovanni, presidente di Sez del Tribunale di Sorveglianza per il Distretto della Corte di Appello di Napoli, pubblicato da Aracne editrice. Cinque capitoli in cui l’autrice si sofferma sulle funzioni della Sezione disciplinare del Csm evidenziandone le criticità alla luce della sentenze della Corte Costituzionale. “I membri del CSM non devono essere immediatamente rieleggibili. Acquistano troppo potere stando al CSM ”. Correva l’anno 1980 e questi erano i dubbi di un membro dell’allora CSM. Nel gennaio 1981 la legge ordinaria 1/1981 dichiara i componenti del CSM “non punibili per le opinioni espresse nell’esercizio delle funzioni, e concernenti l’oggetto della discussione ”. Precedente costituzionale la insindacabilità dei giudici della Corte Costituzionale, Giudice delle leggi. Intorno alla non punibilità e alla conseguente carenza di responsabilità penale e civile dei componenti del CSM, ruota la criticità della Sezione Disciplinare del CSM, Giudice di uomini e non di leggi.

Angelica Di Giovanni è un magistrato di lungo corso, attualmente è presidente di Sez del Tribunale di Sorveglianza per il Distretto della Corte di Appello di Napoli. È autrice di saggi e libri (tra questi, “La storia infinita” e “Il giudice della pena”) e di numerose pubblicazioni di carattere tecnico- scientifico. Ha partecipato a decine di convegni di studio e formazione in qualità di docente dal 1982. Nella sua carriera ha collezionato giudizi lusinghieri sulla sua attività professionale, a partire dal Csm che, nel nominarla presidente del Tribunale di Sorveglianza ne sottolineò ”l’elevato numero di provvedimenti che la pone ai primi posti dell’intero Tribunale di Sorveglianza . . .” , al Presidente della Corte di Appello di Napoli che ne evidenziò “le non comuni qualità professionali”, “la elevata preparazione tecnico-giuridica”, “le spiccate capacità di organizzazione dell’Ufficio” , oltre che “le sue doti morali e di equilibrio, di serietà ed indipendenza ”, fino al Csm che, nel 2007, nell’assegnarle l’idoneità alla nomina di funzioni direttive superiori, confermò i citati giudizi. Il 28 maggio è stato pubblicato il suo ultimo saggio “La Sezione disciplinare del Csm sue criticità costituzionali” Aracne editrice.