Did you know we have an international section? Click here to read our news in your english!
X

Accedi

Economia

Giochi, a Varese si fa il punto sul gioco d’azzardo e parte l’sos

Uno scenario preoccupante che l’assessore ai servizi sociali di Varese Roberto Molinari giudica eccessivo rispetto alle risorse che i territori hanno per affrontarlo
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione

Esistono 19 diverse ‘slot machine’ virtuali per giocatori dai 4 agli 8 anni. Usano le sagome di animali o dei protagonisti dei cartoni preferiti. Si presentano come giochi facili e instillano il meccanismo della scommessa. È un campanello d’allarme quello che Marco Iori, presidente del CONAGGA (Comitato Nazionale Genitori Giocatori d’Azzardo) e membro dell’Osservatorio Nazionale sul gioco d’azzardo, ha fatto risuonare in sala Matrimoni di Palazzo Estense a Varese. Relatore della giornata di presentazione dei progetti “Monetine rewind” e “Young Gamblers” realizzati dal Comune di Varese e finanziati da Regione Lombardia in collaborazione con Cooperativa lotta contro l’emarginazione, Codici Ricerca e Intervento e Associazione Vinciamo il gioco, con la partnership di ATS Insubria, Iori ha presentato la fotografia del mondo del gioco d’azzardo e le sue prospettive future. I due progetti termineranno nel mese di giugno con la diffusione dei materiali grafici NO SLOT, diffusi nei bar e locali su tutto il territorio dell’ambito distrettuale. Lo scorso anno, il fatturato del gioco d’azzardo è stato di 102 miliardi di euro. Si continua a giocare e a illudersi pur sapendo che vincere è quasi impossibile. Nonostante il 61% dei tagliandi porti a una perdita, in Italia ogni giorno vengono venduti 5.200.000 gratta e vinci. Le statistiche rivelano che oltre il 60% delle scommesse si concentra tra slot machines e Videolottery che da sole fanno circa 50 miliardi di fatturato. Molto più difficile, invece, è intercettare tutto ciò che si muove all’interno del mondo virtuale.
Uno scenario preoccupante che l’assessore ai servizi sociali di Varese Roberto Molinari giudica eccessivo rispetto alle risorse che i territori hanno per affrontarlo: “Occorre fare rete e coordinare gli interventi che partano dall’educazione dei più giovani per arrivare al sostegno delle persone rovinate”.In prima fila, ad ascoltare i relatori, anche una delegazione degli studenti del CFP di Varese e una dell’istituto Einaudi protagonisti di campagne di sensibilizzazione attraverso la peer education.

Notizie correlate