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Campania, Cultura

In scena al San Carlo Sinfonia delle Alpi di Richard Strauss e il celebre Concerto per violino di Korngold

Juraj Valčuha torna sul podio dell’Orchestra del Massimo napoletano
fonte: AGV - Agenzia Giornalistica il Velino
di Redazione Campania

Ha appena vinto il prestigioso Abbiati 2018 come miglior direttore dell’anno “per il folgorante esordio e i risultati del primo anno di direzione musicale al San Carlo di Napoli, dove ha restituito i tre diversi linguaggi di Elektra, Carmen e soprattutto Fanciulla del West con affascinante identità sonora, ampliando nel teatro quella profonda maestria di orchestratore” come recita la motivazione e Juraj Valčuha torna sul podio dell’Orchestra del Massimo napoletano per dirigere – sabato 26 maggio (ore 20.30, replica domenica 27 ore 18.00) un concerto sinfonico che impagina un programma di grande impegno. La prima parte si apre con il Concerto in re maggiore per violino e orchestra, Op. 35 di Erich Wolfgang Korngold nell’interpretazione di Stefan Jackiw giovane violinista americano tra i più apprezzati al mondo per la sua poesia, la purezza del suono e la tecnica impeccabile. Riconosciuto interprete di “materiale musicale insolito” che “colpisce per la sua intelligenza e sensibilità” (Boston Globe) Jackiw è apparso come solista con le più grandi orchestre internazionali. Nella seconda parte Valčuha e la “sua” Orchestra del San Carlo, affronteranno una grande pagina di scrittura virtuosistica strumentale, l’Eine Alpensinfonie op. 64 di Richard Strauss. Dedicato al grande solista Bronislaw Huberman, il Concerto in re maggiore per violino e orchestra, Op. 35 di Erich Wolfgang Korngold evidenzia un virtuosismo acceso. Korngold era compositore per il cinema e il materiale musicale del suo concerto deriva sostanzialmente da sue precedenti colonne sonore e vuole esaltare il potenziale cantabile del violino, e l’ampia volta melodica e espressiva dei temi impiegati, sembra adattarsi perfettamente alle caratteristiche dello strumento. ‘Il mio concerto per violino è un tentativo di tenere in vita la forma melodica nel linguaggio sinfonico. Sono alla ricerca di una risposta a una domanda per me di vitale importanza: c’è ancora posto oggi per la melodia e una musica che scaturisca spontaneamente dal profondo dell’anima come avviene per i grandi classici e che non sia semplicemente costruita a tavolino? Non mi sento un reazionario. Nutro profonda ammirazione per le partiture di Richard Strauss e Gustav Mahler ma sono al tempo stesso anche un acceso e appassionato sostenitore di Igor Stravinskij. Mi ricordo che da Enfant Prodige riuscivo a sorprendere e sconvolgere pubblico e critica con le mie costruzioni moderniste. Dal momento in cui mi sono impegnato a 17 anni a scrivere per il teatro d’opera sono sempre rimasto fedele alla mia profonda convinzione che la musica deve essere portatrice di melodia…’. Così scriveva Korngold nelle note per il programma di sala della trionfale prima mondiale della sua partitura avvenuta a St. Louis il 15 febbraio 1947 con il violinista Jascha Heifetz e la direzione del Maestro Vladimir Golschmann.